La campagna del 1813divenne una delle più lunghe, dispendiose edecisive tra tutte le battagliedelle guerre napoleoniche . Dopo il disastro del 1812Napoleone cercava disperatamente di riprendere l’iniziativae riparare i danni subiti in Russiadai suoi eserciti e alla sua reputazione . Da parte dei russi, a cui si unirono gli svedesi, i prussiani e poi gli austriaci,c’erala decisionediliberare la Germania dal vincolo dell’alleanzafrancese ea portare il teatro della guerra fino ai confini della Francia.Con l’impero che si andava sgretolandonell’Europa centrale, con almeno 200.000 soldatie alcuni dei suoi migliori generali costretti in Spagna a condurre una guerra logorante, i porti bloccati dalla marina britannica , gli alleati che si allontanavano, Napoleonesi trovò ad affrontareuna delle più dure prove della sua carriera. Il problema era sopravvivere , ma agli inizi del 1813 il pensiero di una catastrofe totale non era nella mente dell’imperatoreche rifiutava di negoziareuna pace di compromesso.Era convinto di avere la possibilità di ottenereuna vittoria completa ed in effetti in alcunefasi della prima parte della campagnaun simile risultato sembrava ancora possibile ottenerlo. Alla fine peròun po’ perché il nazionalismo tedescosi stava risvegliando e un po’ perché le risorse francesi si stavano riducendo rapidamente, la campagna si concluse in una pesante sconfitta e nella perdita della maggior parte del territorio ad est del Reno. Dal punto di vista militare l’anno si dividein due principali periodi. Il primo ha inizio il 6 aprile, ma come premessa bisogna prendere in esamei primi tre mesi di quell’anno, la progressiva avanzata degli alleati nel cuore dell’Europa ei tentativi dell’esercito di Eugenioper fermarla.
Incominciò allora la grande controffensiva con la quale Napoleoneera decisoa distruggeregli eserciti che formavano la coalizione; la manouvre de Leipzig culminòcon l’importante vittoria di Lutzen seguita dal tentativo di annientarequello che restava dei nemici a Bautzen, un altro successo francese. Nessuna vittoria però fu completaanche se gli alleatisconfitti furono ben lieti diaccettare l’ armistizio che i francesi proposero. Seguì una pausadal 1° agostoal 16 agosto durante la qualeentrambi i contendentidichiararono insistentemente di volere trovare unasoluzione negoziata della guerra; nonostante questa volontà continuarono a prepararele loro forze perpoter riprendere le ostilità. Alla fine questa tregua risultò dannosa per Napoleone in quanto gli alleati riuscirono a mobilitarepiù uomini dei francesi e l’Austria fu convinta ad abbandonare la posizione di neutralità e di unirsi alla coalizione.In agosto si riaprirono le ostilità dando inizio al secondo periodo della campagnae fu subito chiaro che Napoleonesi teneva più sulla difensiva strategica. Manovrando con grande abilità intorno alla posizione centrale offerta da Gorlitz, le forze francesisi mossero ripetutamente lungo la riva destra dell’Elba per impegnare con continuità le armate di Slesia e di Boemia riuscendo ad ottenereun’altra vittoria nonconclusivaa Dresda il 27 agosto. Il tempo però lavoravacontro l’imperatore; gli eserciti alleatisi dirigevano sulle sue forze più debolie si arrivò alla dura battaglia delle Nazioninei presi di Lipsiatra il 16 e il 19 ottobre. Sconfitto senza possibilità di appello,Napoleonenon aveva altra sceltache ritirare verso il Reno quello che restava delle sue truppearrestandosi solo una volta per infliggereun duro scacco ai suoi inseguitori ad Hanau. Quest’anno di grande attività si concluse con la resagraduale degli isolati presidi francesi in Polonia e in Germania.
RITORNO A PARIGI E LA FORMAZIONE DI UN NUOVO ESECITO
La prima cosacheNapoleone fu costretto ad affrontare al suo ritorno a Parigifu la formazione di un nuovo esercito con il quale affrontarel’avanzata dei russi vittoriosi.Compensare la perdita dialmeno 500.000 uomini avrebbescoraggiato qualsiasi uomo, ma Napoleonerisolsela cosausando tutto il suo zelo e la sua energia, proponendosil’ambizioso traguardo di reclutare656.000 nuovi soldatiper la metà del 1813.Usando come nucleo principale ciò che restavadell’esercito del 1812,eglisi accinse aricostruire le sue forze distrutte.Grazie alla previdenzache nell’autunno precedente aveva fatto chiamare alle armile reclute del 1813, c’erano già circa 137.000 uomini sul punto di completare l’addestramento. Questo non era sufficiente per fronteggiare la crisi immediata e così in basead un senatus consultum dell’11 gennaio, 80.000 uomini della Guardia nazionalefurono incorporati nell’esercitodiventando 88 battaglionidi linea divisi tra 22 reggimenti. Per rafforzare queste truppe con poca esperienza, furono ritirati dal fronte spagnoloquattro reggimenti della Guardia imperiale insieme ad una forte aliquota di abili sottufficiali, per provvedere ai quadridelle unità che si andavano allora formando. In questo modo entro l’inizio di aprilesi riuscì a mettere insieme circa 200.000 uomini per il fronte tedesco. Questa forza era comunque al di sotto delle necessità di Napoleone.Per trovarei rimanenti 450.000 uomini, egli escogitò ognistratagemmache la sua mente era in grado di trovare. Come prima cosa le reclute per l’anno 1814furono chiamate in anticipoin febbraio e si sperava che sarebbero stati trovati tra i 150.000 uomini e i 200.000.
Si ricordò poi che un certo numero di ammalati e rivedibili avevano evitato la coscrizione per una ragione o per l’altradurante il periodo tra il 1808 ed il 1810 e perciò si fece una nuova chiamata per ottenere altri 100.000 uomini di quelle classi.La ricostruzione della cavalleria sembrava un compito impossibile, ma si iniziò con il chiamare 3000 ufficiali e sottufficiali dalla gendarmerieper costituire un nucleo.Allo stesso modo la marina francese fu privata di 12.000 cannonieri e vennero formati in fretta 24 battaglioni di marinai da impegnarsi a terra.
Per il resto si chiese all’Italia di fornire al maresciallo Bertrand 30.000 uomini, le municipalità francesi furono indotte a fornire altri 20.000 coscritti supplementari e furono chiamate alle armi 5000 guardie municipali.
Napoleone sperava inoltre che gli alleati tedeschi fornissero un ulterioreconsistente numero di uomini. Con queste misurefu chiaro che Napoleone poteva anche trovare i suoi 656.000 uomini. In tutta la Francia ferveva una imponente attività. La Francia era diventata una unica grande officina . Tra quantità e qualità esisteva una enorme differenza; i nuovi eserciti erano molto diversi dai vecchi.Caulaincourtdescriveva le nuove truppecomemarmaglia organizzata, ma il coraggio che dimostrarono in azionedoveva farli vedere in una ben diversa luce.Non si poteva comunque nascondere che la fanteria era formatada un numero troppo alto di giovanissimi inesperti, semi-invalidi e vecchi veterani e che la valutazione dell’arruolamentorisultò molto imprecisa. La risposta della Germania inoltre risultò molto deludente. La cavalleria nel suo insieme poneva problemi differenti;qui le difficoltà erano essenzialmente dovutealla mancanza di tempoe di cavalli addetti.
Mentre un coscritto di fanteriapoteva essere sommariamente addestrato in pochi mesi, una recluta della cavalleriaimpiegava un tempo molto più lungo per raggiungere un livello di preparazioneappena sufficiente; eppure la necessità di nuovi soldati di cavalleriaera pressante in quanto i reparti francesi a cavallo avevano virtualmente cessato di esistere alla fine del 1812.Ci furono enormi difficoltà anche nel trovareuna parte del numero dei cavalli necessario. Molte delle più famose zone di allevamento di cavalli d’Europa erano in Prussia e nella Germania centrale; ma il freddo atteggiamento e il conseguente distacco della Prussia e di altri piccoli stati dall’alleanza con i francesi, privarono l’esercito francesedi molte delle fonti di rifornimento.Non fu mai possibile rimediare a questo puntodebole e, una parte non trascurabile della definitiva sconfitta di Napoleonenel 1813, deve essere imputata all’ insufficienza delle forze a cavallo. Senza informazioni vitali a causa della scarsità delle pattuglie a cavalloe impossibilitato a portare a termine le sue vittorie con i consueti inseguimenti da parte della cavalleria leggera, Napoleone si trovò a dover affrontare ostacoliquasi insuperabili.La carenza di cavalli riguardava anche l’artiglieria e i servizi di rifornimento. Anche se la Francia e l’imperofossero statiin grado di fornire gli artiglieri e i cannoni necessari per compensare le perdite del 1812, non vi fu un adeguato rimpiazzodi cavalli per il traino. Ciò nonostante l’imperatore insistevaper potenziare l’artiglieria divisionale per controbilanciare l’ulteriore inevitabiledeclino qualitativo della fanteria. Allo stesso modola carenza di cavalli ponevai servizi di approvvigionamento in condizioni molto sfavorevoli. I rifornimenti non erano mai stati il pezzo fortedegli eserciti napoleonici, ma nel 1813era indispensabile adottare dei sistemiefficaci, in quanto gli inesperti coscrittiche formavano la spina dorsale dell’esercitonon erano capaci di procurarsi il cibo da soli e pertanto dovevano dipenderedalle razioni in dotazione.Il nuovo esercito mostrava anchei segni di un evidente peggioramento a livello di comando. Gli ufficiali dei gradi intermedirimanevano abili come sempre, ma da un lato i maresciallidiventavano sempre più stanchi della guerra, mentre dall’altro molti dei giovaniufficiali improvvisati, mancavano completamente di esperienza. Anche lo stato maggiore imperialeevidenziava un abbassamento di livello. Intanto mentre la ricostruzione dell’esercitoprocedeva e Napoleoneandava studiando i suoi piani , Eugenio faceva il possibileper rallentare l’avanzata del nemico.Doveva assolvere a due importanti incarichi:guadagnare tempoin modo che Napoleone potesse portare a termine i preparativi , e tenere il nemico il più possibile ad est. Quando aveva abbandonato Smorgon in un primo momento l’imperatore aveva speratoche le ridotte forze di Muratfossero nelle condizioni di tenere la linea della Vistola; ma questo risultò impossibilee, verso la metà di gennaio, le forze russe erano di nuovo oltre il fiume e occuparono Varsavia il 7 febbraio. Lasciando il generale Rapp con una forte guarnigionedi 30.000 uomini a difendere Danzica e altri distaccamentiper complessivi 7000 uominia Thorn e Modlin, Murat si ritirò a Posenprima di passare il comando ad Eugenio. Questa città siaper la forte pressione russa sia per l’atteggiamento ostiledegli alleati, sia per il basso morale dei francesi si dimostrò non difendibile e così Eugenio si ritirò ancor più verso ovestL’imperatore insistevache la linea dell’Oderdoveva essere tenuta a tutti i costi , ed Eugenio allora mosse su Francoforte, dove ottenne rinforzi per un totale di 30.000 uomini, grazie all’arrivo delle truppe di St. Cyr. Ancora una voltarisultò impossibile fermarsi ed affrontare il nemico. La popolazionesembrava sul punto di ribellarsie si vociferava che colonne russe fossero già oltre ilfiume dirette a Berlino,e così i francesi indietreggiarono lasciando guarnigioni nelle città chiave di Stettino, Kustrin e Glogau. Napoleone si inferocì quando la notiziadi questa ulteriore ritirata giunse a Parigi e lettera dopo lettera rimproverò Eugenio per la sua apparente inerzia.Eugenio decise poi che anche Berlino doveva essere evacuatae continuò la marcia verso Wittemberg sull’Elba dove giunse il 6 di marzo. Poi il 12 marzo il comandante locale francese abbandonò Amburgo .
Eugenio ordinò al corpo d’armata di Davout di dirigersi su Dresda da lui considerata di importanza strategica maggiore che non la pianura della Germania settentrionale. Anche questa decisione fu disapprovata da Napoleone. Proprio mentre l’ordine veniva impartito, arrivarono le lunghe istruzioni di Napoleone che sottolineavanola necessità per Davout di rimanerepadrone del basso Elbafino ad Amburgo, mentre la maggior parte delle truppe di Eugeniosi ammassavanonella zona di Magdeburgo. In base al piano dell’imperatore il maresciallo Victor doveva stabilire teste di ponte oltre l’Elbanei settori di Torgau, Wittenberg e Dessau , e al generale Reynier doveva essere affidato il controllo dell’Elbasuperiore. Napoleonepensava che l’Armata dell’Elba , dopo aver occupato queste posizioni, sarebbe stata in condizioni di sostenere qualsiasi attacco nemico ; messi alle strette avrebbero potuto rinunciare a Dresdache era meno importante di Amburgo , dal momento che la nuova Grande Armatasi sarebbe concentrata nelle vicinanze di Magonzae doveva essere protetta a tutti i costi. Prima che queste istruzioni fossero arrivate al fronte, CarraSt. Cyr aveva abbandonato Amburgo ai Freikorps, mapoco dopoaver conosciuto i desideridell’imperatore, Eugenioordinò che si preparasse un grande campo intorno a Magdeburgoed invitò Davout a ritornare sui suoi passie dirigersi su Amburgo. Ma questi movimenti erano appena iniziatiche il generale Durutte decise di abbandonare Dresdae ritirarsi verso la linea della Saale.
Blucher occupò la città il 27 marzo senza incontrare resistenza.La causadel disorientamento che esistevanei comandi francesi in quel periodo eradovuta in parte all’entrata in guerra della Prussiaa fianco della Russia . Federico Guglielmo III era poco propensoa far ripiombare il suo regnoin una lottaper la vita o per la morte mentre la presenza di guarnigioni francesi a Berlino e in altre cittàe fortezze chiave della Prussiacostituiva un’altra ragione di prudenza.Le influenze nazionalistea poco a poco forzarono la mano al governo; la sfida contro Napoleone lanciata dal generale prussiano Yorck fu di esempiotanto che la monarchia fu costretta a seguirne le orme. La convenzione diKalisch tra Prussia e Russiafu siglata a fine febbraio in gran segretoe secondo tali accordi laPrussiadoveva entrare in guerra a fianco degli alleati in un futuro molto prossimo. La Russia garantiva alla Prussia il ristabilimento dei suoi confiniprecedenti al 1806 inoltre lo zar garantiva di fornire una forza di 150.000 soldati; Federico Guglielmo almeno altri 80.000. FinchéEugenio non decise di abbandonare la linea dell’Oder edi evacuare Berlino, in Prussia regnava ancora molta incertezza sul da farsi , ma una volta che queste mosse furono attuate dai francesi, Federico Guglielmo si sentì di poter entrare in guerrae il 13 marzola Prussia divennebelligerante contro la Francia.
Alla fine del 1812di fronte alla catastrofeNapoleoneaveva autorizzato la Prussia , nonostante i divieti impostigli dopo Jena, ad aumentare le proprie truppedi 33.000 unità nella speranza che sarebbero servite a compensare in parte le terribili perditeche aveva subito in Russia e in Polonia. Questo aumento si rivelò una fortuna inaspettataper la causa prussiana. Non solo ma durante questi anniera stato formato segretamenteun esercito di riservaattraverso l’espedientedi far ritirare una parte dei 42.000 regolari consentiti dalla Franciarimpiazzandoli da nuove recluteche ricevevano l’addestramento e poi aspettavano il loro turno per essere messi nella riserva. Per il febbraio del 1813 erano stati così addestrati 33600 uominie attorno ad essi poteva esserepotenziato l’esercito prussiano già disponibile.Il 9 febbraio un decreto avevapermesso dicreare la Landwhercomposta da oltre 110.000 uomini . Nell’aprile del 1813 sotto le armi c’erano più di 80.000 uominied il risultato di tutti i provvedimenti presi fula creazione per la fine dell’armistizio giugno –agosto, di un esercitodi 228.000 fanti, 31.000 cavalieri e 13.000 artiglieri e genieri con 376 cannoni a disposizione. Il nuovo esercito prussiano portavaun notevole contributo di forze agli alleati.
A metà marzo il vecchio Kutuzovormai gravemente malatoera al comando di almeno 110.000 soldati con 30.000 cavalieri e cosacchi.I russi avanzavano su duedistinte direttrici. Al nordil generale Wittgensteinmuoveva da Marienwerder verso la Vistola connumerose colonnelargamente separate; al sudc’era Kutuzov con il grosso delle forze russe , che operavada VarsaviaattraversoKalisch e Glogau; il generale Wintzingerode con 13.000 uomini era già entrato nella Sassonia, ma il comandante in capocon i 30.000 uomini di Miloradovic e le Guardie russe avanzava cautamente indugiando presso Kalish nel Granducato di Varsavia , lontano dalle retrovieA Wintzingerode , quando la Prussiainiziò le ostilità contro la Francia si aggiunsero Blucher e 25.000 uomini della Slesia.
Il generale prussiano fu messo a capo dell’esercito che operava a sude avanzò subito per prendere Dresda che il 27 marzo caddesenza opporre resistenza. Inoltre Bernadotte stava organizzando una armata di 28.000 svedesie 62 cannoni nella Pomeraniasvedese mentre vi erano altri 9000 soldati anglo-tedeschi al soldo inglese presso Stralsunda.Presto però gli alleati iniziarono a litigare tra loro. I prussiani volevano avanzare oltre l’Elbasenza perdere altro tempo, ma Kutuzov insisteva per un riconcentramento delle forzeprima di procedere in avanti.Di conseguenza fu ordinato a Wittgensteindi marciare verso sudper unirsi a Blucherlasciando solo pochi uomini a coprire Magdeburgo . Il generale russo ansioso di assicurarela salvezza della capitalealleata decisedi ignorare tali istruzioni e tentare di passare l’Elba a Rosslau con la speranza di fermare il grosso delle truppe di Eugenio. I francesi prevennero questa mossa attaccando Wittgensteinil 3 aprile presso Mockern. Un attacco confuso che durò due giornie che terminò con la ritirata di Eugenio in seguito ad una informazione, risultata poi falsa, cheun contingente nemico stava attraversando l’Elbaa Rosslau e minacciava la sua retroguardia.Questa ritirata permise a Wittgenstein ormai sconfittodi proclamare la vittoriae concludere la sua marciaattraverso Rosslauper unirsi a Blucher.
Ma Eugenio aveva deciso che la linea dell’alto Elbanon era difendibile dato che Blucherstava ammassando le sue truppenei pressi di Dresda. L’ala destra francese vennequindi ritirataalla linea della Saale. Finalmente Eugenio aveva raggiunto una posizione favorevole , nonostante avesse ceduto più territorio di quanto Napoleone avesse previsto, egli aveva guadagnato tempo sufficiente per il concentramento del suo nuovo esercito vicino a Magonza. La fase difensiva era ormai terminata; il contrattacco di Napoleone non si sarebbe fatto attendere molto.Ai primi di aprile l’Armata francese del Meno andava prendendo forma molto rapidamente. Essa era composta da quattro corpi d’armata di linea ; il III di Ney con 45.000 uomini. Il VI di Marmont con 25.000 uomini; il IV di Bertrand e il XII di Oudinotcon una forza totale do 36.000 uomini , assieme ai 15.000 uomini delle truppe scelte a piedi e a cavallo della rinata Guardia imperiale.
C’erano anche tre reggimentidi cavalleria molto deboli . In tutti 121.000 uomini. Se aggiungiamo a questo i 58.000 uomini dell’Armata dell’Elba, ilI corpo di Davoutcon 20.000 uominie i 14.000 uomini a cavallo di Sebastiani si può vedere che Napoleoneaveva già 200.000 uominipronti per agire sul fronte tedesco. Insieme essi avevanouna notevole superioritànei confronti delle forze alleateche al 25 aprile disponevanodi meno di 110.000 uomini a distanza utile dalla posizione Elba-Saale.Alcune circostanze impedirono l’adozionedel grandioso piano originale studiato personalmente da Napoleone. In primo luogo Napoleonepensava che per attuarlo aveva bisogno di 300.000 uomini e a metà di aprile la cifra di cui disponeva era al di sotto di quella necessaria . In secondo luogodubitava che molti reparti delle nuove forzesarebbero stati in gradodi sopportareprolungate marce forzate. In terzo luogola sua fiducia nell’aiutodella Confederazione del Renoe degli Stati della Germania meridionalerisultò più che ottimisticapoiché la Sassonia e la Baviera erano molto titubanti.Infine il nemico avanzavaancora nella zona di Dresdae non ci sarebbero state truppe francesi sufficientiper assicurare la protezione della linea della Saale , se l’Armata del Meno avesse concretizzato il piano originale.Il 13 aprile Napoleone era ancora troppo preoccupatoper una apparente ulteriore avanzata degli alleativerso Jenaper pensare ad un altro piano d’azione.Conseguenza di questa paura fu che Napoleoneordinò all’Armata del Menoun immediato spostamento verso Eugenio in modo da poter concentrarealmeno 150.000 uomini dietro la Saale. Terminata questa azioneegli intendeva avanzare su Dresdavia Lipsiacon l’idea di conquistare i passaggio sull’Elbanelle retrovie degli alleati isolandoli contemporaneamente da Berlino e dalla Slesia.Una simile mossa avrebbe condotto ad una battaglia su vasta scalain condizioni favorevoli alla Francia . Mentre stava preparando le mosse iniziali Bertranded Oudinot dovevano compiere azioni diversiveverso Bayreuth per distrarre l’attenzionedel nemico . L’imperatore decise chele linee di comunicazione francesidovessero passareattraverso Hannoverper Wesel. Napoleone sperava in una rapida vittoria ; il nemico avrebbe dovuto combattere ocompiereuna precipitosa ritiratasull’Elba, perdendo nell’operazione molto prestigioe compattezza.In una certa misura l’imperatore comprendeva peròche stava brancolando nel buio.Nonconoscevacon certezza l’entità e la posizione del nemicoe il 19 valutavale forze avversariesulla sponda sinistra dell’Elba “ tra i sessanta e i settantamila uomini – fra fanteria , cavalleria e artiglieria “ mentre in realtà a quella data il nemico disponeva di 90.000 uomini . Diventava evidente l’insufficienza delle informazioni che avevano i francesi , in parte a causa della debolezza della cavalleria leggera e senza dubbiola stessa debolezza convinse Napoleonead instradarele linee di comunicazione attraverso Hannoverinvece di usare la via più diretta attraverso la Turingia ; eglicontava molto sul corpo d’armata di Davout , dietro la barriera del basso Elba , per proteggere i suoi collegamenti con le retrovie in sostituzionedegli attuali reparti di cavalleria .A parte l’errore nella valutazione delle forze nemiche,il piano era bene impostato; se il nemico avesse attaccato Napoleone, Eugenioavrebbe potuto colpirne il fiancodestro; se invece Eugenio fosse stato l’obiettivo principale, l’imperatore sarebbe stato in posizione per attaccarela sinistra alleata.Napoleone voleva prendere Berlino e condurre l’azione più importante a nord, ma sfruttando la prima occasione di una rapida vittoria a sud, era convinto di ristabilirela sua reputazione militare, darealle sue nuove truppe l’inestimabilevantaggio morale di un primo successo, e nello stesso tempo, costringere l’Austria a collaborare con lui.Il 15 aprile Napoleone lasciava St. Cloud per unirsi all’Armata del Meno ; raggiunse Magonza il 17 e rimase li una settimanaper perfezionare i dettagli della campagna. Questi includevano la divisione in due delcorpo d’armata di Bertrandper costituire una unità per il maresciallo Oudinot. Il 25 avanzò verso Erfurt , punto concordato per l’adunatadi tutto il suo esercito, tranne che del corpo d’armata di Bertrand , e da li si mosse su Eckartsburg. Alla fine del mesel’Armata dell’Elbaera concentrataintorno aMerseburge quelladel menostava avvicinandosi con rapidità a Naumburg : in tutto raggiungevano un totale di 372 cannoni e quasi 200.000 uomini; ma questa cifra includeva un numero molto basso di cavalleggeri.L’imperatore era molto preoccupato per la loro insufficienza . Non soltanto perché questa cosa lo privavadi notizie dettagliate sulle mossee sulle forze nemiche, ma drappelli di cavalleria leggeranemica avevano iniziato a bersagliare le colonne francesicon continui attacchi durante l’avanzataprovocando ritardie confusione. L’esercito alleato era assalito da dubbie incertezze crescenti fino dalla metà di aprile;nonostante i generali al frontefossero certiche i francesierano in moto dalla metà di marzo, i consiglieri dello zar pensavano chenon sarebbe successo niente prima della metà di giugno. Blucher, Wittgenstein non erano convinti di queste argomentazioni e con grande precauzionefecero avanzare le loro truppead est verso la Saale.Si accorsero che probabilmente sarebbero stati superati numericamente dai francesi , se Napoleonesi fosse mosso e considerarono i vantaggi di due diverse lineed’azione. Avrebbero potuto sia ritirarsial di là dell’Elba , sia riunire le forze per attaccare Napoleone , mentre il suo esercito attraversava la Saale ,nella speranza di isolare e distruggere la suaavanguardia.La prima soluzionenon aveva prospettive perché i francesiavevano già due teste di ponte oltre l’Elba ( Magdeburgo e Wittenberg)e una ritirata avrebbe potutoessere negativa sul morale degli alleati.La scelta più audace sembrava essere la migliore.Non solo il territorio ad est della Saaleera molto aperto,adatto quindi ad un attacco di cavalleria . Era evidenteche in una lotta corpo a corpocontro una parte isolatadelle forze di Napoleone i veterani russi sarebbero stati molto superioriagli inesperti coscritti francesi.Tra il 19 e il 24 aprilele truppe di Miloradovice la Guardia russa si mossero versoil fronte attraverso Dresda : con loro c’erano lo zar e il re di Prussia . Sorse il problema del comando; Kutuzovera in punto di mortee lo zar decise di mettere Wittgensteinal suo posto come comandante in capo.I prussiani erano concordi, ma Tormasov e Miloradovic sostennero la loro maggiore anzianitàrispetto al comandante designatoe si rifiutarono di prestare servizio sotto il suo comando.Alessandro decise di arrivare ad un compromesso non soddisfacenteper cui a Wittgenstein fu dato il comando su Bluchere Wintzingerode mentre gli altri due corpi d’armataerano sotto il controllo personale dello zar.I vari generalipoi iniziarono a discutereancora una volta sui piani da attuare, ma le loro discussionifurono interrottequando arrivò la notiziachearano in corso duri combattimenticon i francesi a Merseburg, Halle e Weissnfels.Era evidente che Napoleone si stava movendoe gli alleati ordinarono immediatamente alle loro forzedi concentrarsi tra Lipsia eAltenburg pronte per avanzare su Lutzen per colpire il fianco destro francese se l’imperatore avesse continuato l’avanzatasulla Saale . Gli alleati avrebbero presto avuto pronti per la battaglia 48.000 fanti 25.000 cavalieri e più di 500 cannoni.
LUTZEN e BAUTZEN
I francesi stavano veramente avanzando; il 1° maggio l’Armata dell’Elba ebbel’ordine di completare il passaggio oltre la Saale attraverso Merseburg e di muovere su Schladelbach, mentre il III corpo di Ney, appoggiato da IVdi Marmont, avanzava verso Lutzen.
Bertrand e Oudinot dovevano dirigersi suNaumburg. C’erano degli indiziche unità alleate si stavanomovendo a sude che si stavano concentrandoa sud di Lipsia , ma Napoleonedecise di prendere l’iniziativaavanzando per occupare Lipsia , lasciando a Ney il compito di proteggere il fianco destro.Così il III corpo si diresse su Lutzen occupandola a sera. L’avanzata generale fu però contrastata violentemente in diverse zone. Il combattimento più durodi tutta l’operazioneavvenne presso Poserna.Alla fine i francesi ottennero la vittoria , ma il maresciallo Bessieres rimase ucciso.
Bessieres e Mac Donald
Quella notte Napoleone stabilìprecise istruzioni riguardantiil ruolo di Ney.Per coprire l’avanzata su Lipsiadi Lauristone Mac Donald e per dare a Marmonte agli altri componenti dell’Armata del Menoil tempo di avvicinarsi a Lutzen, il III corpodoveva occupare la città e i villaggidi Kaja, Rahna, Gross eKlein Gorschensubito a sud. Egli avvertì Neyche in caso di un grande attacco nemico proveniente da Zweinkau ,avrebbe dovuto assumere immediatamenteil ruolo di esca e di avanguardia, mentre l’Armata dell’Elbaoperava un aggiramentoper attaccare il nemico sulla sinistra. Quando gli ordini iniziali furono emanatiuna possibilità del generesembrava remota; Napoleone non aveva concrete prospettivedi una battaglia a Lutzene anticipò il proseguimento della marcia verso Dresda. Alle quattro del mattinoinviò un altro messaggio a Neyorinandogli “ di mandare due forti repartiin ricognizione, uno verso Zwenkau e l’altro verso Pegau “ come mossa preventiva. Ney trascurò di eseguire questi ordini. Nel frattempo pattuglie di cavalleriaalleatastavano studiando l’ala destra francese. E riferirono a Wittgensteinche il nucleo centrale delle forze francesi stava avanzando verso Lipsiae che solo una debole guardia lateraleera schierata a Kaja; un giudizio giusto in quanto non solo Neyaveva trascurato di mandare delle pattuglieverso Zwenkauma aveva tenuto tre delle cinque divisioni a Lutzenmandandone solo una verso i villaggi. Il nemico aveva anche scoperto l’esistenzadi un forte distaccamento francesea sud di Teuchern. Grazie a questa informazioneWittgensteindecise di attaccare le deboli truppe intorno a Kaja ignaroche Neyaveva tre divisioni a portata di mano. Mentre il generale Kleist teneva Lipsia sulla destra eMiloradovicmuoveva su Zeitz per proteggere il lato sinistro, il resto dell’esercito doveva avanzare in frettasu Gross Gorschen e dopo la liberazione di Kaja dalle forze francesil’esercito sarebbe avanzato per interromperela strada principale per Lutzenspingendo il nemico a nord verso il fiume Elster. L’avanzata per la presa di contatto con il nemico doveva cominciare all’una del giorno 2 e doveva terminare alle sette del mattino.Marciando al buio le colonnealleate si intralciarono e fu solo alle undici che le formazioni di testapoterono raggiungere le previste zone di adunata . Poi Wittgenstein inviò alcuni ufficiali per individuare le posizioni francesi . Si trattava di 2000 soldati francesiche si stavano preparando il rancio di mezzogiorno non c’erano sentinelle e segni di rinforzi in arrivo. Sicuro di ottenere una rapida vittoria Wittgenstein ordinò alla cavalleria di Blucher di attaccarealle undici e quarantacinque ed eliminare quel piccolo reparto. Quando attaccarono Kaja le truppe prussianesi trovarono di frontenon 2000 coscritti ma due intere divisioni stupite anche esse per quell’inaspettato attacco.La reazione di Blucher fu di fermare la cavalleriae mandare in avanti l’artiglieriache era alla retroguardia e questo indugio permise al generale francese Souhamdi occupare grazie alla sua prontezza di spirito Gross Gorschen mentre Girard radunava i suoi uomini intorno al villaggio di Starsiedel con la certezza che Marmont sarebbe giunto rapidamente in suo aiuto. L’azione iniziò verso mezzogiorno; Girarddifese facilmente la sua posizionema Souham fu costretto ad indietreggiarea causa del fuoco incessante dell’artiglieria. In quel momento Ney arrivò sul campo di battaglia . Stava accompagnando Napoleone a Lipsiaquando si udirono i primi colpi di cannone; tornò immediatamente verso Lutzenper riprendere il comandoche aveva abbandonato. Era arrivato in tempo per fare avanzarele tre divisioni di riserva che si trovavano in città e fermare la ritiratadi Souham. Impetuosocome sempre Neyordinò alle sue truppe di contrattaccare immediatamente e una violenta battagliacon alterna fortuna infuriò intorno al villaggio. Napoleone fu sorpreso nel sentire il volume di fuoco dei cannoniprovenienti da Lutzen.
Dopo essere statoad ascoltareper alcuni minutiimpartì gli ordini. Il III corpo dovevaresistere a tutti i costimentre Marmont avanzava sulla destradi rinforzo e Bertrandminacciava il lato sinistro delle forze russe. Contemporaneamente MacDonald avrebbe diretto il suo XI corpoa suddella strada per Lipsiain modo da attaccare i russi a destra . Il generale Lauristonavrebbe lasciato una sola divisioneper eliminare Kleist, rimandando indietro le altre dueverso Markranstadt; la Guardia dove a dirigersi subito nella zona di Kaja.
L’imperatore poi partì a cavallo per essere presente sul campo di battaglia. Napoleone raggiunse il campo alle due e mezzodel pomeriggioe trovò una situazione difficile. I reparti di Ney stanchie indeboliti erano sul punto di disgregarsi , mentre il maresciallo Bertrand aveva fermatol’avanzata contro la sinistra di Blucherquando aveva scoperto che Miloradovic si stava avvicinando aZeitz. Anche Marmont era incalzato dagli alleati. Era il momento che richiedevaascendente personale e Napoleonesi dimostrò più che mai all’altezza della situazione.Cavalcando tra i coscritti sbandatil’imperatore li esortò e li lusingò così da farli ritornare nei ranghi e poi li spinse più volte contro il nemico. L’effettodella sua presenzasi dimostrò magico; nuova fiduciae decisioneanimarono le truppe. “ probabilmente questo fu il giorno in cui Napoleonecorse i più gravi pericoli personali sul campo di battagliadi tutta la sua carriera” scrisse Marmont.“ Guidando le truppe sconfitte del III corpo alla carica si espose di continuo” Da tutte le parti risuonaronogrida di Vive l’Empereur ! “ Neppure un soldato ferito passava davanti all’imperatoresenza salutarlo con il consueto vivat. Gli rendevano tale omaggioperfino quelli che avevano perso un arto e che entro poche ore sarebbero morti”.Ciò nonostante la situazione restava grave; sia Ney che Marmonterano in pessime condizionie da ogni parte giungevano richieste di aiuto. Nonostante la Guardia avesse raggiunto Kajasubito dietro Napoleone egli non volle farla entrare in azionecosì presto. Il combattimento lungo il crinale procedevacon alterne vicende , ma ogni minuto permetteva a Bertrande a MacDonalddi avvicinarsi ai fianchi delle forze di Wittgenstein. Una serie di contrattempie di errorifavorivano ora i francesi . Blucher era ferito e il comando fu dato al suo viceil generale Yorck; inoltre le riservesi dimostravano lentenegli interventie Wittgensteincomprese che non sarebbe stato prudente gettare nella battagliale forze di Yorckin appoggio ai provati uomini di Blucher. Il tardivo intervento delle Guardie di Tormasove delle divisioni di granatieri era dovuto principalmentealla presenza dello zar Alessandro. Egli li tenne volutamente indietro credendo che al fronte tutto andasse per il meglio e pensando di condurle personalmente in prima linea per dare il coup de grace alla fine della battaglia.Wittgensteintrovò una crescente difficoltàa controllare la battaglia e nonostante si rendesse conto del pericolo che correvano i suoi fianchi,si sentì troppo impegnato per interrompere l’azione mentreera ancora in tempo.Le riserve comparvero sul campo solo alle quattro e subito egli lanciò avanti Yorckper un nuovo assalto. Fu quasi un successo perché i prussiani avevano ormai raggiunto Kaja, ma una violenta carica della Giovane Guardiaaffiancata da una nuova avanzata del III corpo ristabilì la linea francese e la battaglia per il controllo dei villaggi e del crinale riprese l’andamento precedente. Alle cinque e mezzo del pomeriggio le forze di aggiramento francesierano in posizione . MacDonald prese d’assalto il villaggio diEisdorf sulla sinistra di Ney e Bertrandprese contatto con la destra di Marmont .
Nel frattempo gli alleati ottenneroun buon successo al centroriconquistando due villaggi, ma il concentramento di Napoleoneera quasi completo e Wittgenstein erain svantaggio numerico . Alle sei Napoleone decise che era giunto il momentoper il grande attacco.Il generale Drouet radunò 70 cannonia sud-ovest di Kaja e li spinse in avanti a manofino a poter sparare a zero. Contemporaneamente la Giovane Guardiasi mise su quattro colonned’assalto composta ciascuna da quattro battaglionied incominciò ad avanzareinesorabile appoggiata dalla Vecchia Guardia , la Guardia a cavalloed il resto del III corpo .Marmont e Bertrand attaccavano da destra, MacDonald da sinistra. Fu dato l’ordine :“ La garde au feu” . In poco tempo i villaggi di Rahna, Klein e Gross Gorschenfurono ripresi d’assalto e tutta la linea alleatainiziò a retrocedere con grande confusione. Due ore di luce era quello che occorreva a Napoleoneper rendere definitivo il successo. Non gli furono concesse ed il tramonto pose fine alla battaglia.
La mancanza di cavalleria si fece sentireper i francesi in quanto era impossibile inseguire ad oltranza il nemico e nonostante Marmont avanzasse con la fanteria molto rapidamente le sue truppe furono messe a dura provada un contrattacco della cavalleria prussiana : erano le nove di sera. La battaglia di Lutzen ebbe termine con una vittoria per Napoleone , ma l’inadeguato inseguimentolo privò del successo completo. I francesi ebberoalmeno 20.000 tra morti e feriti e gli alleati tra i 15.000 e i 20.000. Gli alleati avevano ricevuto un durissimo colpo e Napoleone aveva recuperato il suo prestigio personaleRussia e Prussia presentarono la battaglia come un mezzo successo alleato ma erano poco convincenti. Alla fine gli alleati furono costretti a riconoscere , come risultato di questa battagliache Napoleone era ben lontano dall’essere finitoe di conseguenza si ritirarono preoccupati verso est . Nelle prime ore del mattino successivo alla battaglia Napoleonedelineò le mosse future . A Ney sarebbe stato concesso il lusso di 24 ore di riposo per rimettere a posto le sueformazioni sconvolte; avrebbe poi dovuto marciare coni suoi uomini su Wittenbergper liberare le guarnigioni francesi assediate. Nel frattempo l’Armata dell’Elbaavrebbe dovuto fare l’impossibile per scoprire dove era diretta la ritirata degli alleati. Il 4 maggio fu chiaroche un grosso contingente nemico si stava ritirando verso Dresda , ma non c’erano ancora notizie certe sui movimenti di Bulow e Kleist. Napoleone alloraavendo in mano l’iniziativa divise le sue forze in due in modo da poter fronteggiareogni possibile eventualità.Ney al quale si unirono Victor e Reynier , le truppe di cavalleria di Sebastianie un distaccamento del I corpo avrebbe dovuto raggiungere rapidamente Torgau e Wittenberg , forzare la linea del fiume, incorporare l’esercito neutrale della Sassonia nel VII corpo d’armata e minacciare Berlino. L’inclusionedella capitale prussiana in questo piano ha un duplice significato:in primo luogo, Napoleone sperava che quella mossa avrebbe indotto i prussiania staccarsi dai russie a dirigersi verso nord per difendere Berlino, dando così ai francesi una buona occasione per distruggere gli alleati separatamente; in secondo luogo, rifletteva la costante preoccupazione dell’imperatore per il suo primo piano principale che prevedeva una massiccia avanzata su Dresda, vi sono indizi che egli sperava ancora nella realizzazione di questo grandioso piano. Nel frattempo le rimanenti forze francesi avrebbero dovuto dirigersi proprio su Dresda . Il V corpo di Lauriston avrebbe dovuto prendere unaposizione intermedia fra le due principali forze francesi, movendo da Lipsia , con l’ordine di scovare l’introvabilegenerale Kleist.In quella fase l’alto comando alleato era divisoda aspre divergenzed’opinioneper le decisioni sulle mosse future. Naturalmente i prussiani erano preoccupatiper la sorte di Berlino, ma alla fine si decise di ritirarel’intero esercito alleato al di là dell’Elbaattraverso Dresda finoa Bautzendove si sarebbe fatto un altro arresto. Per quanto riguardava Berlinoi 30.000 uomini di Bulowdovevano riunirsi presso Rosslauper poi procedere in difesadella località d’accesso alla capitale prussiana. La ritirata alleata non avvenne in fretta,e ci fu un duro scontro a Colditz il 5 quando Eugenio sorprese Miloradovic e la retroguardia russa . Nonostante questogli alleati completarono la ritirata senza troppi problemiattraverso Dresda il 7 e l’8ma furono poco abili nel predisporrela demolizione dei ponti principalialle loro spalle.Il giorno 8 Napoleone era arrivato alla periferia di Dresdae il giorno dopo due brigate francesi attraversaronoil fiumedirette alla sponda orientale. Durante tutto questo tempo gli emissari di Napoleoneavevano insistito sul re di Sassonia perchéritornasse come membro della Confederazionedel Reno a fianco dei francesi. il 10 l’indeciso monarcadecise di tornare a fianco diNapoleoneconsegnandogli l’esercito e la città di Torgau. Questa fu una importante vittoriamateriale e moralefrancese, e Napoleone non perse tempopertrasformare Dresda nel nuovo centro di operazioni . Intanto il grossodell’esercito alleato continuava a ritirarsi verso Bautzendove i genieri russi stavano preparandouna forte posizione difensiva. Quando arrivò Wittgensteintrovò ad aspettarlo i rinforzicomposti da Barclay de Tollye da 13.000 soldati russi. Il giorno 11 c’erano 70.000 soldati francesial di là dell’Elba nell’area di Dresdae altri 45.000 sotto il comando di Neya Torgau. Fu decisa una breve pausadurante la quale Napoleone ridistribuì le forze francesi. Con l’intenzione dieffettuareoperazioni simultanee verso Berlino e Bautzendecise di metterefine alla divisionedelle sue truppe in Armata dell’Elbae Armata del Meno e di creare al loro posto una sola armatadi 203.000 uomini . Eugeniofu spostato dal teatro di guerrae inviato in Italia per prepararsia sostenere un possibile attaccoaustriaco al di là delle AlpiUn forte corpo di osservazione doveva essere formatoin Italiacon circa 90 battaglioni con la speranza di poter intimoriregli austriaci e ridurre la possibilità di un lorointerventonella guerra.
--------------------------------------
Ricordo ai lettori dei miei articoli, a cui rivolgo i più sentiti ringraziamenti, le mie pubblicazioni di storia del
periodo 1918/1946 che si trovano in vendita nelle librerie:
-- 8 settembre 1943 fine di un sogno di gloria. Editori dell'Acero, 2001
-- Dalla democrazia al regime 1919-1929 i primi anni del fascismo. Editori dell'Acero, 2003
-- Hitler e Stalin il tempo dell'amicizia e il tempo della guerra... Editori dell'Acero, 2004
-- Salò e l'Italia nella guerra civile. Edizioni Ibiskos, 2005
-- 25 luglio 1943 - La fine inconsapevole di un regime. Edizioni Ibiskos, 2007