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The Zulu War- Isandhlwana 1879
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Written by Giorgio BrigÓ   

 

L’Impero britannico era in continua espansione in ogni parte del mondo e viveva un momento magico. La battaglia di Isandhlwana ebbe inizio nella prima metà del gennaio 1879, dopo una serie di operazioni dell’esercito inglese tese a sventare una minaccia posta dalle fiere popolazioni guerriere degli Zulù: il corpo di spedizione guidato da Sir. Chelmsford iniziò la marcia nel territorio del Natal, oggi parte della Repubblica Sudafricana, suddiviso in tre colonne. La colonna principale forte di 1800 soldati inglesi e circa 2600 ausiliari di colore era guidata personalmente dal comandante in campo. Pur non ignorando la presenza dell’armata Zulù, forte di circa 40000 uomini, Sir. Chelmsford, incorse in una serie di errori di valutazione sul proprio avversario.


Il bellicoso popolo africano, anch’esso all’apice del suo splendore e potenza, nei primi dieci giorni della campagna si dimostrò praticamente invisibile nell’immensità della savana, rifiutando lo scontro. Proprio la ricerca di un rapido e decisivo scontro indusse Sir. Chelmsford a commettere l’errore decisivo: suddivise la sua colonna al fine di aumentare il raggio delle ricerche del nemico e fu così che all’alba del 22 gennaio egli stesso con metà delle sue forze lasciò il campo posto ai piedi di un curioso rilievo roccioso nel luogo chiamato “il posto dell’erba secca” Isandhlwana. Qui gli uomini del 24° Reggimento di Linea furono sorpresi ed attaccati da un’orda di 20000 Zulù poche ore dopo la partenza del loro comandante; nonostante la disciplina del soldato britannico che impavido nei quadrati (la tipica formazione della fanteria contro gli attacchi) affrontava le varie ondate dell’assalto, in meno di due ore lo scontro si risolse in una carneficina per oltre 850 soldati inglesi (solo 55 di essi si salvarono riparando nella fattoria di Rorke’s Drift, che poco dopo sarà teatro di un altro epico scontro) e 3000 guerrieri Zulù.

 



La scenetta rappresenta gli uomini del Ten.C. Pope (unica compagnia del 2/24° presente ad Isandlwana durante la battaglia) che controllavano l'ala destra della linea di fuoco - mentre attorno ad un carro munizioni, nella classica formazione a quadrato, ostentano l'ultima difesa.
I soldatini sono Fanteria Inglese e Guerrieri Zulù della Esci, tutti modificati con semplici conversioni (testa, braccia, busto tagliati e spostati da un soggetto ad un'altro), mentre l’ufficiale ed i furieri sono stati dotati (conversione pittorica) di una giubba (patrol jacket) di fanteria blu. I veterani delle guerre africane impararono presto che era meglio eliminare le placche dai caschi coloniali e tingerli, unitamente alla buffetteria, in un colore marrone neutro meno vistoso, utilizzando tinture improvvisate, come il tè o il caffè.



A Isandhlwana, in oltre, il 24° non portava gli zaini ne i cappotti arrotolati, lasciati sui carri. Il carro è stato auto costruito con listelli di balsa, utilizzando le ruote di un set Preiser colorato poi con una base Natural Wood (Humbrol 110) ombreggiata e schiarita con successive tinte di nero e marrone chiaro . Una volta incollati gli scudi al braccio dei guerrieri, i buchi sono stati riempiti con Stucco Humbrol e successivamente colorati secondo le usanze, i reggimenti più giovani portavano scudi neri Matt Black (Humbrol 33), i veterani, in genere sposati, avevano in dotazione scudi bianchi Matt White (Humbrol 34) o rossi Matt Brick Red (Humbrol 70), ricavati da pelli di animali - generalmente bovini. L’arma standard zulu era la “zagaglia”, simile ad una corta spada da usare di punta che aveva una lama tra i 30 ed i 45 centimetri montata su una robusta impugnatura e si usava per infliggere profondi affondi, molti guerrieri portavano anche lance più leggere, con lame più piccole, da scagliare e mazze di legno, data la scala ho preferito rappresentare queste ultime,usando le mazze fornite dal kit, mentre le corte lance sono state ricavate da spilli da cucito colorate entrambe con Matt Natural Wood (Humbrol 110) e Gunmetal (Humbrol 53), i gonnellini così come le decorazioni sono un insieme di Matt Natural Wood (Humbrol 110), British Scarlett (Humbrol 178), Matt White (Humbrol 34), Matt Black (Humbrol 33), Matt Uniform Grey (Humbrol 111), ombreggiati e schiariti.



Gli inglesi hanno la giubba dipinta in British Scarlett (Humbrol 178) con polsini e colletto in Brunswick Green (Humbrol 03), i pantaloni in Matt Oxford Blue (Humbrol 104), gli scarponi in Matt Black (Humbrol 33), la bandoliera in Matt White (Humbrol 34) ed il casco in Matt White (Humbrol 34) e Matt Desert Yellow (Humbrol 93), per l’ incarnato ho usato il Matt Flash (Humbrol 61), poi ombreggiato e schiarito con successive passate di colori diversi, le armi sono in Bruno opaco (Lifecolor LC17) schiarite con Matt Natural Wood (Humbrol 110) e Metallo Brunito (Lifecolor LC 26). In ultimo tutte le figure hanno ricevuto un “lavaggio” a pennello con Bruno Opaco (Lifecolor LC17) molto diluito ed una mano ad aerografo di Trasparente Opaco (Humbrol 49).

Bibliografia:
Osprey Men-At-Arms Vol. 57 “The Zulu War”;
Eserciti e Battaglie Vol. 34 “La Guerra Zulù 1879”;
Tutto Modellismo N° 39.

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Articolo pubblicato su TuttoSoldatini n.9/2005