Il 9 novembre Napoleone raggiunse Smolensk; nella città restava poco dei rifornimenti di viveri di cui c’era bisogno per l’intero esercito; era il tragico risultato del passaggio delle unità logistiche che precedevano il grosso dell’esercito. Nonostante le misure prese per conservare quello che restava,le truppe e le guardie non rispettarono l’ordinee si abbandonarono ai saccheggie devastazioni. Il risultato fu chei rifornimentiche avrebbero potuto coprire le necessità dell’esercitoper almeno due settimane,furono esauritiin tre giorni.
Il giorno 9 deve essere ricordato per altri due eventi: il primo grande gelocon la temperaturache scese a – 12 °che trovò l’esercito impreparato. Poi giunse la notiziache la divisione di rinforzo di Baraguey d’Hilliersera stata sorpresanella mattinatadai russi a sud-ovestdi Smolensk. E dopo un duro scontro in cui aveva perso la sua migliore brigata,il generale siera arreso. D’improvviso Napoleone si trovòprivo dell’unica riserva di truppe fresche che aveva a disposizione. Si convinse che era impossibile passare l’inverno nella regione di Smolensk e quindi la ritirata avrebbe dovuto continuareverso i depositi di Vitebsk e Minsk.Tra il 9 e il 13 quello che rimaneva della Grande Armata si concentrarono intorno a Smolensk la forza era ora ridotta a 41500 effettivi Era dunque naturale che Napoleoneavessela speranzache i 25.000 uominicomandati da Victor e Oudinot che si trovavano vicino ad Orsaattaccassero Wittgensteinper impedirgli di unirsi a Kutuzov nei pressi di Vitebsk. Il 12 la testa della colonna usciva da Smolensk e soltanto il 17 la retroguardiadi Neyportata a 6000 uomini uscì dalla città.I russi non avevano frettadi combattere i loro nemici; si verificarono numerose scaramucce ed azioni minori in vari punti,ma niente di veramente grave fino al 17, In quella data Napoleone si trovavaa Krasnoe in attesa della lunghissima colonnasi concentrasse. Non era soddisfatto della situazionecome dimostra il fatto cheinviasse due reggimenti della Giovane Guardia in aiuto a Eugenioche era stato fermato da Davidovich presso Nikulinaper quasi tutto il 16 prima di aggirareil blocco attraversoJomina. In realtà la preoccupazione dimantenere apertala strada principale indusseNapoleone ad ordinare alla Guardiadi attaccare Kutuzov la mattina del 17. Affidò il comando dell’operazione al generale Roguet dellaGuardia di Mezzo; l’operazionefu un completo successo poiché le colonne francesi forti di 16.000 uomini colsero Kutuzov di sorpresa . Un comandante partigiano russo annotavaimmaginosamente: “ La Guardia con Napoleonepassò attraverso i nostri cosacchicome una nave di 1oo cannoni attraverso una flottiglia di navi da pesca”. Immediatamente il comandante russo ordinava ai suoi 35.000 uomini di ritirarsi a sud.
Questa azione è conosciuta come battaglia di Krasnoe ed è importante per due ragioni.In primo luogorivela il livello di ascendente moraleche Napoleone aveva ancora ; il suo nome bastavaa gettare il terrorefra i nemici , in secondo luogo dimostrò la giustezza di non usare la Guardiaimperiale nelle ultime fasi della battaglia di Borodino per averla a disposizionein occasioni come questa.Strategicamente l’attacco francese a Krasnoe si mostrò molto efficaceperché permise l’apertura della stradaverso ovest , consentendoalla maggior parte dell’esercito escluso Ney di riunirsi all’imperatore la sera del 17 e convinse il nemico ad essere molto più cauto.
Napoleone non rimase a Krasnoeperché la cavalleria lo informò che il generale Tormasovsi stava dirigendo verso Orsa ei passaggi del Dnieper el’imperatore doveva quindi precederlo.Ordinò quindi di riprendere la ritiratasenza attendere anche se non c’erano informazionidel maresciallo Ney. Napoleone di fronte all’alternativa di perdere la retroguardia o perdere l’intero esercito decisedi abbandonare la retroguardiaper salvare l’intero esercito. Il 19l’imperatore raggiunse Orsae trovò i ponti intatti. Ma non poté fermarsi neppure quiperché il giorno prima erano giunte notizie preoccupanti da Minsk; sembrava infatti chei due milioni di razioni che si trovavano li fossero cadute in mano dei russi. Napoleone si era affidato a Schwarzenberg per la difesa di questo punto di rifornimentoenonostantel’imperatore accusasse l’Austria di tradimento per non averlo difeso, il vero motivo del disastrofu l’attacco sferrato il 15 dal generaleSackencontro Reynier. Schwarzemberg aveva risposto all’appello di soccorsodel VII corpo d’armatae si era diretto a sud-ovest lasciando la porta aperta a Cigakov per far passare il giorno 16 il grosso delle sue forze tra il fiancoed il centro francese e quindi respingere verso Borisv la debole guarnigione di MinskAncora una volta si presentava con la massima gravitàil pericolo che i russi potessero bloccare alla Beresinala ritirata della Grande Armata.L’imperatore quindi ordinò di affrettarele operazioni di ritirata dell’esercito.Questo voleva diredistruggere i convoglidi carri che seguivano l’esercito. Non è chiaro se per erroreo intenzionalmente anche il treno delle barche da pontedell’esercito subì la stessa sortedei carri carichi di bottino . L’esercito si diresse il 20 su Orsamentre i messaggeri correvano verso il generaleDombrowski per trasmettergli l’ordinedi tenere a tutti i costi la testa di ponte di Borisov sulla Beresina ; verso Oudinotper ordinargli di contrattaccarea Borisov il 24 ed anche verso il generale Victorper ordinargli di formare una linea di difesaa nord della città per arrestare le forze del generale Wittgenstein. La sera del 21 Napoleone e le avanguardieerano a Kamienska mentre la coda dell’esercito si trovava ancoravicino ad Orsa. Fu allora che l’intero esercito di Napoleoneudì una notizia che rinfrancògli animi e la speranza Si trattava del maresciallo Neyche a tarda sera eracomparso ad Orsa alla testa di 900 superstiti del suo corpo L’imperatore felice per la notiziaimpose al maresciallo l’appellativo di“ Il più prode dei prodi”. Titolo meritatoper il modo con cui era riuscito aritirarsi tra mille difficoltàcombattendo continuamente e riuscendo infine a riunirsi all’esercito.
Tanto coraggio dimostrato da Ney e dai suoi uomini dettero animo all’intero esercitoe il miglioramento del morale delle truppesvanì purtroppo molto presto quando da Borisovgiunsero gravi notizie. Il giorno prima il generale Dombrowski dopo aver resistito per 10 ore contro tre divisionidi Cigakovaveva perso il controllo di quella vitale testa di ponte sulla Beresina che erala cittadina di BorisovLa notizia era gravissimaora che laGrande Armata, non avendo più il treno di barche a disposizioneper costruire un ponte, non poteva scegliere strade alternative.Napoleone si trovava con davanti un fiumesotto il controllo del nemico, un grande esercitoche si avvicinavaalle sue spalle con Kutuzov al comandoe una terza forza nemicache scendeva rapida da nord.Una situazione così grave imponeva drastiche misure; “ i convogli dei bagagli saranno ridotti” diceva un ordine del giorno del 22 novembre. “ Tutti i generali o i commissari che dispongono di più carrozze, ne bruceranno la metà e passeranno i cavalli al parco d’artiglieria. I comandanti avrannola responsabilità di far rispettare quest’ordine”.Secondo De Segur Napoleone fece portare tutte le insegne delle armate e le fece bruciare.
Inquadrò1800 uomini della cavalleria della Guardiain due battaglionima solo 1150 poterono essere armati con moschetti e carabine; cinquecento ufficiali che avevano ancora dei cavalli furono riuniti inun“ sacro squadrone” nel quale i generali fungevano da comandanti di truppa. In quel momento così graveNapoleone si mostrò all’altezza della situazionee ritrovòl’energia di un tempo. Lo rincuorarono anche le notiziedei successi conseguiti lontano da li alcuni giorni prima da Schwarzemberg e Reynier; come pure la notizia che Oudinotera uscito vincitore da uno scontro il 23con formazioni dell’armata di Cicagovnella piana di Losnitsa sottraendo ai russi grandi quantità di rifornimenti e catturando oltre mille uomini. Questa azione portò anche alla rioccupazionefrancese di Borisovmalgradoil fallimentodei tentatividel II corpo d’armata di riconquistare i ponti sulla Beresina, e Cicagov riuscisse a ritirarsi con i suoi uomini sulla riva occidentale distruggendo i ponti.La situazione per Napoleone era adesso grave; i ponti non c’erano piùe la Beresina sembrava insuperabile.Per i francesi data la situazione la possibilità di attraversare il fiumesembrava remota; angosciato l’imperatore fece uscirevarie unità in ricognizione peresplorare la Beresinaa sud di Borisov, nella speranzadi trovare qualche ponte o guado non sorvegliato dai russi.I passaggi però risultavano tutti bloccati. Il piano predisposto daigenerali russi prevedeva l’annientamento di Napoleonein tre diverse fasi che dovevano culminarenell’attacco compiuto da tutte le forze russe per annientare completamente la Grande Armata.Le cose fino a quel momento erano andate bene per i russi salvoche Schwarzemberg era riuscito a marciare in aiuto di Reynier portandosi però troppo lontano da Napoleone per poterlo aiutare e aveva facilitato a Cicagovla presa di Minske dei ponti a Borisov.
Nello stesso tempol’armata principale di Kutuzov avanzavalentamentedal Dnieperalle spalle di Napoleone così che circa 140.000 uoministavano per arrivare addosso alle sfinite truppe francesi. Però la situazione dei rifornimenti di Kutuzov non era molto miglioredi quella di Napoleone. Si pensa che Kutuzov avesse perso almeno 30.000 uomini a causa delle diserzioni prima ancoradi raggiungere la Beresina. Comunque nessuno dei tre generali russimostrò un grande desiderio di impegnarsi in battagliacon Napoleone. E’ provato storicamente che tutti e tre i generalirallentarono il passonei giorni precedenti la battaglia della Beresina. Poi non tutti i generali,Kutuzov in testa , erano convintiche la totale distruzione di Napoleonerappresentasse un effettivo interesseper la Russia. Il generale Wilson , ufficiale di collegamentoinglese aggregato alle forze russe, riportò una frase del feldmaresciallo che convalidava questa impressione: “ Non sono affatto convintoche la totale distruzione dell’imperatoreNapoleone e del suo esercito rappresenti un sicuro beneficio per il mondo; a succedergli non sarebbe né la Russia né un altro paese continentale, ma la potenza che è padrona dei mari ( l’Inghilterra), il cui dominio diverrebbe intollerabile”.Kutuzov era in predaa dubbi sulla strategia pratica e teorica dei russi e la sua conseguente incertezza e lentezza nell’eseguire le ultimeparti del piano di Alessandro erano destinate a giocare un ruolo molto importante nelle prossime azioni presso la Beresina.Egli preferiva che la ritirata di Napoleonecontinuasse verso la Poloniasoggetta a tutti i rigori dell’inverno russo , cosa che avrebbe ulteriormente provatole forze francesicome se avessero partecipato ad una grande battaglia, così si sarebbe evitato di spargere ancora sangue russo. Pertanto egli giudicò che la prudenza fosse la principale componentedel valore di un soldato e perse tempo fino a quando fu davvero troppo tardi per intrappolare i francesi lungo il fiume.
IL PASSAGGGIO DELLA BERESINA
Il 23 novembre Napoleoneebbe ancora fortunache lo aiutò a risolvere il problema di trovare un passaggio sulla Beresina.Un generale di brigata di nome Corbineau durante la sua marcia verso estriuscì a stento ad evitare di incontrare truppe russeed alla fine si trovò sulla riva occidentale della Beresina.Scoprì che il nemico aveva in mano i ponti di Borisov , ma interrogando un contadino riuscì a farsi indicarela strada per raggiungere un guadoa nord di Borisov dove l’acqua era profonda solo un metro. Corbineau trovò il guado e il 24 lo aveva riferito aOudinot che informò subito l’imperatore.Per Napoleone la notizia era estremamente importante perché gli consentiva di sfruttarela scoperta fatta da Corbineaue diconseguenza si mise subito a studiare un pianoper passare il fiume.
Si trattava di una decisione disperata ; in primo luogol’armata era quasi priva di materialeper la costruzione di ponti, e poi le forze di Cicagoverano schierate lungo tutta la rivadel fiume . Le formazioni più a nord dello schieramento russo avrebberodovuto essere allontanate da Studienkase si voleva provare a gettare dei ponticon qualche possibilità di successo. Comunque era un problema militare perfettamente adatto a Napoleoneed egli si dedicò immediatamentecon tutte le sue energie a risolverlo. Prima di tutto occorreva inscenareuna serie di diversioniin vari punti lungo il fiumee in particolare di fronte a Stachov, a Borisov ed a Ucholodi che si trovava ancora più a sud.Queste azioni dovevano distrarrel’attenzione di Cicagov da Studienkamentre i generali del genioavrebbero dovuto ammassare quanto più legname possibile , demolendo anche le case di Studienka se fosse stato necessario.Poi un piccolo reparto di cavalleriae di fanteria leggera al comando di Corbineauavrebbe dovuto superare il guado a cavallo o su zattere , creando una posizione di coperturasulla riva occidentale, di fronte a Studienka. Non appena fosse scesa la notte, Eblè( generale del genio)avrebbedovuto costruire tre ponti il più rapidamente possibile . Nello stesso tempo i corpi d’armata di Victor e Davout avrebbero avuto il compito rispettivamente di tenere lontano Wittgenstein lontano da Kostrisa e di impedire all’avanguardia di Kutuzovdi entrare a Bobr, guadagnando tempo per le altre formazioni e per i carriaggi dell’esercito, e non ultimo per impedire alla massa deinon combattentidi passare attraverso Borisov ed avvicinarsi a Studienka ed ai ponti. L’imperatorevoleva che i ponti fossero usati giorno e notte senza sosta, ma questo ordine fu largamente disatteso. Non appena completato il primo , il corpo d’armata di Oudinot doveva passare il fiumeper costruire un fianco di protezionecontro Cicagovvicino a Stachov , subito dietro Neyavrebbe preso posizionealla sinistra del II corpo. Poi avrebbero passato i ponti la Guardiaed il gruppo di comando per formare una riserva vicino al villaggiodi Brilli, subito dopo sarebbe passato il IV corpo di Eugenio dirigendosi sul fianco settentrionaleverso Sembin pronto a respingere qualsiasi tentativo di intervento di Wittgensteinda quel lato. . Poi sarebbe passato Davout e quindi da ultimo Victor , lasciando Borisov, avrebbe costituito con la sua retroguardiauna piccola testa di pontepresso Studienka in attesa dello sgombero finale. Al termine di questi movimenti il generale Eblèavrebbe bruciato i pontimentre tutto l’esercito si sarebbe diretto verso Vilna e la salvezza passando per Sembin. Questo pianoben studiato e ben congegnatoera condizionato peròdalle mosse che avrebbe fatto il nemico.Esisteva comunque una grave lacuna negli ordini dell’imperatore; non era stato preso alcun provvedimento per l’evacuazione dei miserabili sbandati e non combattentiche seguivano l’esercito; si sperava che sarebbero riusciti a passarecon la maggior parte possibile delle restanti salmerienegli intervalli del passaggio delle unità combattenti. Senza dubbio la velocitàera il fattore determinante e di conseguenza non si perse tempoad iniziare i preparativi.Eblè fortunatamente si era impegnato a salvare due fucineda campo , due carri di carbonellase carri colmi di utensili e di chiodi.Non appena scese l’oscurità i suoi uomini si misero a demolire le case di Studienka e cominciarono a costruire le prime strutture.Prima di costruire il ponte occorrevaattirare l’attenzione dei russiin qualche altro settore.A questo scopo vennero messe in atto varie finte durante il giorno 25 e senza dubbio quella che ebbe piùeffetto fu quellafatta vicino a Ucolodidove una schiera di corazzieriinsieme a della fanteria ealcuni cannoni e una moltitudine di rifugiatiscese sulla riva del fiumee fece tanto baccano che il nemicoebbe veramente l’impressione che si trattassedei preparativi per gettare un ponte.Cicagovcadde nella trappolaanche se aveva avuto una informazione da Kutuzov secondo la quale Napoleone avrebbe cercato di varcare la Beresinavicino a Bobruiske quella messa in scenagli servì per rafforzare in lui il sospettoche i francesiavrebbero cercatodi varcare il fiume a sud di Borisov ; pertanto senza ascoltarei suoi ufficiali,ordinò al suo esercito di muovere versoSabasevici abbandonando così le posizionidi fronte a Studienka e Borisov.Gli ufficiali francesi che da Studienka studiavano la situazione del nemicoquando videro il nemicomarciare verso suddettero la notizia a Napoleoneche esultò dicendo che aveva giocato l’ammiraglio Cicagov , e le truppe francesi si misero subito al lavoro. Il gruppo d’assalto di Corbineauattraversò a guado le gelide acque della Beresinae in poco tempo i suoi 400 uominierano riusciti a scacciarele ultime retroguardie di Cicagov . Una potente batteria di 44 cannoni fu trasportata lungo la sponda sinistra fino al luogo dove stava per esseregettato il ponte e una breve salva fu sufficiente aridurre al silenzio l’unica coppia di cannonirussi nella zona. Toccò quindi a Eblè e aisuoi 400 uominiche durante la notte tra il 25 e il 26 lavorarono accanitamente con le loro travi ed assi per riuscire nell’arduo compito di coprire con un ponte i cento metriche separavano le due sponde della Beresina.Il lavoro procedette e l’alba del 26 vide Napoleone in ispezione ai lavoridove rimase per la maggior parte della giornata ad incoraggiarei genieri.
all’una del pomeriggio il primo ponte era ultimatoe subito dopo gli 11.000 uomini di Oudinot e del generale Dombrowski si portarono sull’altra sponda accompagnati dalla divisione di corazzieri di Dumere e da un’altra coppia di cannoni leggeri. Il lavoro per preparare il secondo pontefu raddoppiato e poco dopo le tre anche esso era pronto per l’attraversamento. L’artiglieria di Oudinot e la Guardiavennero fatte subito passaresull’altra sponda. Il generale Eblè e il suo piccolo gruppo di genieriaveva terminato un immane operain venti oredi lavoro senza sosta; manemmeno ora avrebbero potuto riposare.I ponti avevano delle strutture debolia causadella carenza di materiale adeguatoe quindi essi furono costretti ad eseguire in continuazione delle riparazioni dove era necessario ; prima dell’alba del 27 si verificarono tre interruzioni che i genieririuscirono a riparare immediatamente. Si deve alla loro abnegazioneil salvataggio di quello che restava della Grande Armata; Eblè che doveva morire poche settimane dopo, fu il vero eroe della Beresina. Le truppe di Oudinot si attestarono rapidamentesu una forte posizione vicino a Stachov a solo 10 chilometri da Borisovmentre Cicagov continuava a non accorgersi del suo errore.
La cavalleria di Oudinot riuscì anche ad occupare diversi ponti di legnosulla strada che portava aZambin da dove partiva la grande strada cheda Minsk a Vilna.Se questipassaggi fossero stati distrutti o comunque in mano del nemicoNapoleone avrebbe avuto grandi difficoltà . In contemporanea Wittgensteinsi mostrava molto indecisonel seguire la ritirata di Victore quando mise in movimento i suoi uomini, questi si diressero verso Borisve non verso Studienka . Non è facile stabilire il numero esatto degli uominidi cui disponevaNapoleone quando lasciò Orsa, ma è possibile dire chein quel momento Napoleone disponessedi circa 25.000 uomini combattenti, 110 cannoni e 40.000 sbandati; Dopo si erano aggregate a Napoleonele truppe di Oudinot e di Victor e quindi il 27 novembre c’erano ancora 49.000 uomini in armie l’artiglieria in 250-300 cannoni e all’esercito rimanevano ancora unagrande quantità di salmerieperché i carri erano stati distrutti solo in minima parte.
In quella stessa datai russi avevano forse 75.000 uomini . Il passaggio dell’esercito continuònella mattinata e nel pomeriggio del 27. All’una del pomeriggio Napoleone trasferì il suo Q.G. sulla sponda occidentale seguito dalla Guardia e prese posizione vicino a Brilli.Il passaggio proseguì regolarmente fino alle quattro del pomeriggio , quando il ponte destinato all’artiglieria si spezzò per la rottura di tre piloni: le colonne che fino ad alloraerano state ordinate si trasformarono immediatamente in una folla istericae vi fu un selvaggio accorrere verso il ponteancora in funzione che causò la mortedi centinaia di uomini.A sera l’ordine era ristabilito ed entrambi i ponti eranodi nuovo in funzionema gli accessi erano bloccati da mucchi di corpi e di relittisei carri abbandonati.
I genieri di Eblè dovettero aprirsi un varco attraverso questo orribile ostacolo per consentire il passaggio del IV e del I corpo d’armataquella sera stessa.Una volta passate queste truppe la calma tornò sui due ponti;invano il generale Eblè cercò di convincere gli sbandatiad approfittare del momento per attraversare senza pericoli.Pertanto venne ignorato l’ordine dell’imperatore di sfruttare i ponti giorno e notte e la massa dei non combattenti perdette l’occasione per attraversarei ponti in sicurezza. Il 27 era stato un giorno fortunato , la maggior parte dell’esercito era al sicuro al di là della Beresinalasciando dietro di se solo il IX corpo d’armatamentre erano stati respinti tutti i tentativi del nemico di ostacolare le operazioni. La sera del 26 Cicagov si era accorto finalmente del suo errore ed era tornato sui suoi passi verso Borisov, tanto che la mattina seguente fu in grado di attaccare in forze Oudinot. Per tutto il giornoinfuriò la battaglia lungo il fianco sud , ma Oudinotdopo aver perso molto terreno riuscì ad attestarsinel villaggio di Janikivi . Sull’altra sponda del fiume Wittgensteincercò di respingere Victorin una zona alla periferia di Borisovmai francesi resistettero enel pomeriggio Napoleone ordinò la ritiratadella brigata Baden. Non c’erano segni di Kutuzov , malgrado che già dal 26 avesse fatto procedere le sue truppe a marce forzatefino a che la sua avanguardia non raggiunse Bobr; tuttaviale sue truppe non erano destinate a parteciparead alcuna fase della battaglia della Beresina. L’alba del 28, l’ultima giornata delle operazioni, vide una grande attività su entrambele sponde del fiume , su quella orientale i profughi si ammassaronovicino ai ponti e ripreseroa chiedere il permesso di transito. Verso le otto Wittgenstein lanciò un attacco contro la retroguardiadi Victormovendo da tre direzioni. Ben presto il IX corpo si trovò in difficoltà ; Victoraveva schierato i suoi uomini lungo l’arginedietro Studienkacon il fianco sinistro completamente scoperto rischiando così l’accerchiamento.Per rinforzare il fianco scoperto di Victor, Napoleone ordinò alla brigata Baden di riattraversare il ponte ; più facile a dirsi che a farsiperché gli uomini trovarono grande difficoltà nel farsi stradacontro corrente in quella frenetica massa umana , esebbene la fanteria riuscisse poi a passare , non fu possibile far passare i cannoni. Questo rinforzo si dimostrò della massima utilitàper Victor e lo aiutòa mantenere le posizioni per il resto della giornata. Sulla sponda occidentale cominciò un accanito combattimentocontro le forze di Cicagove le deboli forze di Oudinot ; per un po’ sembrò che il II corpod’armata dovesse cederesotto la pressione russa. L’imperatore ordinò alla Vecchia Guardiadi andare in soccorso di Oudinot . In ogni modoOudinot riuscì a fermare l’avanzata nemicaprima che la Guardia potesse intervenire . Fu in quel momento che venne ferito , ma Ney che gli era vicinone prese il posto assumendo il comandoI corazzieridi Dumerccoronarono il successo dell’azionecon una brillante carica checostòduemila perdite ai russi e ricacciò l’interaarmata russa fino a Stachov.Una lezione durissima perCicagov cheper quel giorno non fece altri tentativi per riprendere la lotta. La cavalleria franceseaveva dimostrato come il suo valorenon fosse diminuitoe meritò insieme al genio gli onori della battaglia della Beresina.A mezzogiorno il dramma si spostòverso i ponti che univano le due sponde ; i russi dopo aver aggiratoil fianco di Victorriuscirono a mettere in posizione alcune batteriecontro i gruppi di sbandatiche erano ammassati in prossimità dei ponti ; una sola salva fu sufficiente a far ripetere la tragica scenadel pomeriggio precedente.
Il panico si diffuse etutti cercarono di passare attraverso i ponti; a migliaia vennero sospinti dai ponti nelle acque gelideincontro a morte certa . Il ponte dell’artiglieria cedette e crollò , la massa cercò di retrocedere ma la grande quantitàdi uomini che sopraggiungeva, ignaradel pericoloe senza udire le urla di quelli che li precedevano, continuò a spingerli in avantifacendoli cadere nel fiume e dove furono a loro volta sospinti dagli altri.L’accerchiamento russo dell’ala sinistra di Victor fu di breve durata perché l’imperatore ordinò di puntare una grossa batteriasulla riva destra del fiume rovesciandouna grande quantità di colpisul fianco delle linee russefino a quando esse si ritirarono.Durante questo combattimento la cavalleria diFournier si guadagnò la fama immortale caricandovittoriosamente alla sinistra di Victorcosicché al calar della serail IX corpo d’armataera ancora schieratoa copertura dei ponti.Alle novegiunse l’ordinea Victordi ritirarsi ed ancora una volta Eblè e i suoi uomini dovettero aprireun varco attraverso i relitti e i cadaveri che bloccavano l’accesso ai ponti. Le ultime formazioni finirono di passareverso l’una del mattino del 29.
Ancora una volta Eblè esortò la massa apaticadei non combattentia seguire il maresciallo Victordall’altra parte, ma per la seconda voltanessuno volle attraversare i ponti . All’alba del 29 la coda della retroguardia del IX corpo d’armatapassò il pontee di conseguenza tutti i combattenti dell’esercito francesesi trovava al sicuro sulla sponda occidentale.Allora il generale Eblè dopo averritardato l’esecuzione dell’ordinenella speranzache almeno una partedi quella schiera di sbandatidecidesse di mettersi in salvo, comandò ai suoi uomini di incendiare il ponte alle nove precise.In un attimo i ponti furono bloccati da una massa umana urlanteche finalmente si era resa contodel pericoloquando era ormai troppo tardiI ponticrollarononella Beresinaportando con segli uomini che si trovavano sopra. Il passaggio della Beresina era finito e il fiume restò bloccato per molte settimane dai corpi gelati.Napoleone aveva al suo attivo una vittoria strategica e nonostante tutte le difficoltàera riuscito a sottrarre da una catastrofe quello che rimaneva del suo esercito e la strada di Vilna era aperta davanti a lui.Il prezzo in termini di vite umanenon si saprà maicon sicurezza; probabilmente furono persi dai 20 ai 30.000 uominitra i combattenti francesi durante i tre giorni di combattimenti. A questo elenco va aggiuntoil numero delle perdite dei non combattenti, circa 30.000, non tutti morti durante i combattimenti ma anche durante la prigionia russa, di fame e di freddo nei giorni che seguirono. Una grande quantità di bottino cadde nelle mani russe, ma soltanto 25 furono i cannoni che riuscirono a catturare. I russi ebbero almeno 10.000 morti e un numero maggiore di feriti.
VERSO L’ELBA: IL LENTO RITORNO
Lo svolgimento delle ultime fasi della campagna di Russia si può riassumere brevemente;non ci furono episodi rilevanti dal punto di vista militare e la vera storiaè quelladi un rapido dissolversi dei superstiti della Beresina sotto la pressione dei cosacchi e dell’inverno russo.Già prima della fine dei combattimenti , il 28 Eugenio e Davoutsi erano diretti ad ovestseguiti all’alba del giorno seguente dall’imperatoree dalla Guardia poi da Victor e Ney. Il procedere della ritirata fu inizialmente lentoma poi alcuni eventi obbligaronoi superstitia procedere con rapidità . Il giorno 29 la cavalleria russa agli ordini del generale Lanskoiattaccò i francesi lungo la stradae per pocoi russi non catturaronoOudinotche si ritirava con la sua divisione, mariuscì a riunire15uomini ecombatté nell’edificio dove si trovavacosìcche il nemico si ritirò dalla cittadina.Questo dimostrò però quello che poteva succedere al grosso dell’esercitose si fosse attardato lungo la strada.
Nei quattro giorni che seguirono si ebbero continue azioni di retroguardiaprovocateda alcuni reparti dell’armata di Cicagov. Il 2 dicembre erano rimasti solo 13.000 uomini in armi e la disorganizzazione divenne completa con il perdurare del cattivo tempo. Il 3 dicembreil comando supremo raggiunseMolodecnomentre alle spalle della colonaVictor dava il cambio a Neynel compito molto complesso di comandare la retroguardia. A Molodecno Napoleone dettò gli ultimi ordinidi quella campagnae scrisse il29° bollettino della Grande Armata.Nella mattinata del 5 dicembre Napoleone raggiunseSmorgone qui alle sette di sera tenne l’ultimo rapporto con i suoi marescialli.
Napoleone venne subito al punto: egli era deciso a lasciarea lasciarel’esercito per tornare a Parigi. L’imperatore fece sapere che sarebbe stato accompagnato in Franciadai soli Colaincourt, Duroc, Labon , dal suo cameriereRustame da un interprete polacco assieme ad una piccola scorta di cavalleria napoletana.Il convoglio sarebbe stato composto di soli tre carri, da una carrozza con cuccetta e da due calessi. L’imperatore avrebbe viaggiato in incognitofacendosi passare per il primo segretario di Colaincourt ; la sua partenza doveva rimanere segreta per vari giorni . Alcomandodella Grande Armata fu posto il re di Napolie i suoi aiutantiavrebbero dovuto seguirlo di giorno in giorno sulla via del rientro a Parigi, portando le ultime notizie. Anche se colse di sorpresa tutti,la decisonefu necessariae ragionevole;in primo luogo prolungare la sua presenzanella Grande Armata non avrebbe avuto alcun risultato utile; eracerto che i suoi subalterniavrebbero potuto dirigeretranquillamente le ultime fasi della ritirata.In secondo luogo era chiaro che la sua presenza a Parigi era diventata necessaria , se occorreva arruolare un nuovo esercito e tenere a bada l’opinione pubblicadopo la notizia del disastro. Disse infatti a Colaincourt: “ Allo stato attualedelle coseio posso mantenereil dominio dell’Europa solo dalle Tuileries”.Esisteva il pericolo che i suoi alleati continentalidecidessero di abbandonarlo ; disse algenerale Rapp:” Il mio ritorno è indispensabile, devo tenere d’occhio l’Austriae controbattere la Prussia”. Alle dieci di sera del 5 dicembre l’imperatoresalutò i suoi marescialli e salì sulla carrozza. Cinque giorni più tardi era a Varsavia , dopo essere riuscito ad evitare uno scontrocon una banda partigiana nemica; il 14 dicembre era a Dresda e alla sera del 18 arrivò a Parigi.L’inatteso ritorno di Napoleonecausò grande impressionee si rivelò molto utilenel controbattere la crescente atmosferadi disfattismo chesi stava estendendonella capitale del suo impero.Se la suadecisione di tornare a Parigi fu giustificabile sia militarmente che politicamente, la scelta di Murat quale suosuccessore al comandodella Grande Armatafu meno fortunata. Murat era troppo sconvolto dai recenti eventi e dalla durezza dell’inverno per dare buona prova di se.Tra Smorgon e Vilna altri 20.000 uominisi staccarono dallacolonna. Ilfreddo diventava sempre più intenso;il 5 dicembre il termometro segnava vento sotto lo zeroe il giorno 8 arrivò a –26. Tra l’8 e il 10 dicembre i superstiti arrivarono a Vilna dove trovaronouna grande abbondanza di viveri ; molti bevvero liquori fino a morire ed altriper aver mangiato in modo eccessivo. Napoleone avevaordinato chele truppe restassero a Vilna almeno otto giorni, mail re di Napolieracosì preoccupato della vicinanza dei predoni cosacchiche ordinò di evacuare Vilna nella notte del 9 dicembre.Così negli ospedali restarono circa 20.000 feriti ( vittime della prima fase della campagna di Russia). La marcia continuòe il 10gran parte dei carriaggi , molti cannonie perfino il tesoro dell’esercito furono abbandonati ; a quella data restavano in armi solo 7000 uomini . Kovno raggiunta l’11 sembrò non difendibile e quindi dopo aver prelevato quanto più possibile dai magazzini, fu abbandonata . I resti dell’armatauscirono dalla Russiamentre i russi anche essi ridotti a 40.000 uominiin grado di combattere,si fermarono alla frontiera. I generali dello zar ripresero l’avanzatail 16 gennaioe si diresserosu Marienwerder avanzando pertagliare in due gli accantonamentifrancesi lungo la Vistola. Murat non aveva altra scelta che fare uscire i suoi uominidagli accampamenti invernaliper compiere una ulteriore ritirata verso Posen. Presto Muratlasciò il comando ad Eugenioper tornarsenenel suo regno di Napoli. Eugenioeseguendo gli ordini di Napoleone , fece un ulteriore ripiegamento fino alle rive del fiume Elbadove arrivò il 6 di marzo . In quella data la campagna di Russia era giunta effettivamente al suo epilogoe il peggio doveva ancora venire. La guerra di liberazionetedesca, che si avvicinavaavrebbe inferto altri duri colpiall’impero francese. La stella di Napoleone era ormai giunta al tramonto. I disastri del 1812ebbero anche un fortissimo effetto negativosul potenziale militare francese; a causadella gravità delle perdite subite, Napoleone avrebbe incontrato grandi difficoltàa ricostruire i suoi eserciti per affrontare la sfida russa e tedesca. L’entità delle perdite subita era enorme sotto ogni punto di vista.Circa 665.000 avevano attraversato la Vistola durante i mesi estivi del 1812 , ma all’inizio del 1813questa forza era ridotta a 93.000 uomini. Insomma a conti fattiNapoleone aveva perso 570.000 uominidi cui almeno 370.000 morti sul campo di battaglia , di malattie e di freddo; i restanti 200.000compresi 48 generalie 3000 ufficialicaddero in mano ai russie almeno metà di questi perirà in seguito.Uomini a parteNapoleone aveva perduto anche200.000 cavalliaddestrati ; una perdita gravissimaperché anche se Napoleone riuscìa riempire gran parte dei vuoti,delle sue truppearruolando nel 1813sia pensionati che ragazzi giovanissimi, non fu più in grado di ricostruire la suaarma di cavalleria.Questa mancanza si sarebbe fatta sentiredurante le ulteriori campagne ; inoltredei 1300 cannoni portati in Russia solo 250 rimasero in mano francesealla fine della guerra. .Le risorse dell’imperofurono capaci di rimpiazzare gran partedi questo materialeprima della successiva campagna. Il problema più grave era costituitodagli uomini addestrati e soprattutto dai cavalli ; la forza militare francese non si riprese più dopole perdite subite in Russia. Le perdite russe nello stesso periodo furono tutt’altro che leggere; si calcola chealmeno 150.000 uomini siano morti per causediversee che almeno il doppio sia stato messo fuori combattimentodalle ferite o dai morsi del gelo.
Nonostante questoalla fine dell’anno le forze russe poterono usufruire delgran vantaggiodi una vittoria strategica su Napoleone con la quale rifarsi il morale : il suolodella Santa Russiaera stato liberatodall’invasoreIn ultima analisila sconfitta di Napoleonepuò essere spiegata con due ragioni. La prima il declino generaledelle sue capacità di condottiero, provato innanzi tutto dalla mancanza di energia, che portò ad un inefficace controllo dei suoi subalterni ed al ripetutomancato intervento personalenei momenti decisivi. La seconda circostanza ful’immensità dell’impresa che cercò di compiere ; non è tuttavia certo se altrisoldatinella storia avrebbero saputoconseguire maggiori successinelle condizioni militari del 1812 , sia nelle fasi preparatorie, sia in quelle esecutive.I problemi di spazio, di tempo e le distanze si mostrarono troppo grandianche per una delle più grandi menti miliariche siano mai esistite; ma fu la caduta di un gigante circondato da pigmei.
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Ricordo ai lettori dei miei articoli, a cui rivolgo i più sentiti ringraziamenti, le mie pubblicazioni di storia del
periodo 1918/1946 che si trovano in vendita nelle librerie:
-- 8 settembre 1943 fine di un sogno di gloria. Editori dell'Acero, 2001
-- Dalla democrazia al regime 1919-1929 i primi anni del fascismo. Editori dell'Acero, 2003
-- Hitler e Stalin il tempo dell'amicizia e il tempo della guerra... Editori dell'Acero, 2004
-- Salò e l'Italia nella guerra civile. Edizioni Ibiskos, 2005
-- 25 luglio 1943 - La fine inconsapevole di un regime. Edizioni Ibiskos, 2007