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La LibertÓ guida il popolo
(2 voti)
Scritto da Leonardo Torricini   
Questa volta ho provato a riprodurre il quadro "la libertà guida il popolo" di Eugène Delacroix nel diorama.





Questo famossisimo dipinto viene spesso erroneamente associato alla rivoluzione francese; rappresenta effettivamente una rivoluzione ma non quella del 1789, cioè non la vera "rivoluzione francese" propriamente detta (quella dei tempi di Luigi XIV, con la ghigliottina e la presa della
Bastiglia). E' stato dipinto nel 1830 e raffigura la contemporanea insurrezione parigina contro la monarchia.

Uno degli scopi che si prefiggeva il congresso di Vienna, che riuniva le nazioni vincitrici in seguito alla sconfitta di Napoleone, era prevenire ogni possibile nuova rivoluzione, ciò implicava la repressione dei movimenti rivoluzionari e l'appoggio al re reinstaurato, ma anche un appoggio economico alla Francia dimodochè la situazione generale si mantenesse stabile.
I cambiamenti sociali seguiti alla rivoluzione industriale portarono, nonostante la repressione, alla circolazione di idee liberali anche fra il popolo non limitandosi più alla sola classe borghese.
Le rivendicazioni della libertà di voto che si stavano diffondendo in Inghilterra e in altri paesi intanto stavano prendendo campo e ottenevano abbastanza pacifificamente delle concessioni, mentre in Francia invece continuava la repressione.
Questa situazione si risolse ad un ennesimo tentativo di bloccare il liberismo da parte del re Carlo X che provocò l'insurrezione del 28 luglio 1830. Ne seguì una piccola rivoluzione e il re sostenuto dagli stranieri e inviso alla maggior parte dei francesi fu sostituito per "elezione" con suo cugino Luigi Filippo, più gradito al popolo.
Carlo X fuggì e si rifugiò in Inghilterra, Luigi Filippo rimase sul trono 18 anni durante i quali il malcontento per la monarchia si riaccentuò, finché nel 1848 pure lui dovette fuggire in Inghilterra in seguito all'ennesima rivoluzione che in due giorni di rivolte riportò la repubblica in Fracia.

Questo famosissimo dipinto, pur essendo anche molto scontato e retorico, possiede una carica emotiva e una dinamicità innovativa per l'epoca, che gli ha giustamente guadagnato un posto di rilievo fra gli appassionati d'arte ma anche fra il grande pubblico.
La splendida figura femminile della libertà raffigurata centralmente col tricolore francese è affiancata da un ragazzino e varie figure che rappresentano in qualche modo le varie classi sociali in lotta.
Particolare curioso e sagacemente impertinente è il ritrarre parte dei soldati mezzi svestiti, un po' a significare il potere (o le sue guardie) che si fa sorprendere "letteralmente con le brache calate" come nel caso di uno dei morti in primo piano (confuso spesso invece con un "sanculotto").
L'altra curiosità della composizione riguarda lo stesso autore che pur non avendo preso parte all'insurrezione ne appoggiava in pieno la causa e si autoritrae nella figura in nero con la tuba e il fucile.
L'ottima qualità dei suoi dipinti causò la gelosia di molti artisti e i suoi ideali lo posero in attrito con molti, anche se in ambito artistico più che in altri ambienti alcuni condividevano gli stessi o simili ideali, essi rimanevano ancora comunque una ristretta elité e venivano considerati troppo progressisti dal resto.
Eugène Dlacroix ha frequentato più poeti, letterati e musicisti che altri pittori, conobbe Stendhal, Victor Hugo, Alexandre Dumas e Paganini. Fù particolarmente amico di Chopin, di Baudelaire, di Gautier e della scrittrice George Sand.



Stavolta come base per le conversioni ho usato copie in resina di varie miniature: boeri Strelets; un rematore, un gladiatore e la vichinga Orion; barbari Esci e un luftwaffe Airfix, più svariati altri pezzi che sarebbe lungo elencare (e difficile ricordare esattamente).
Ho iniziato a sperimentare qualche tecnica nuova per me e a realizzare gli indumenti, solo in un paio di casi ho usato le copie dei soldatini di base con conversioni "tradizionali" sfruttandone in parte le forme originali; per il resto l'importante era trovare dei pezzi adattabili alla posa necessaria (anche seminudi in un paio di casi), le uniformi e l'abbigliamento erano irrilevanti dato che ho rimodellato e/o riscolpito praticamente quasi tutto l'abbigliamento e gli accessori, con risultati non troppo convincenti in alcuni punti ma nel complesso abbastanza fedeli all'originale dipinto.



Parte dei dettagli ho dovuto inventarli dato che non erano visibili o fuori dal quadro.
La base è in legno, che ho inciso nella parte anteriore per simulare il pavimento, il rilievo è di schiuma scolpita coperta con sassolini e alcuni pezzi di legno, lo sfondo è una rielaborazione del dipinto originale fatta con Photoshop.



Come negli ultimi diorami ho usato copie delle conversioni e non le conversioni stesse, ho fatto degli stampi e conservato i pezzi modificati non dipinti come master per possibili vari impieghi futuri, compreso un auspicabile miglioramento della tecnica di autoproduzione e stampa.
Inoltre mi sono accorto che sarebbe stata utile qualche piccola correzione nel set, come per le maniche della camicia del ragazzo rimaste lunghe per esempio. beh, non tutte le ciambelle riescono col buco! Così come non tutti i soldatini stampati a mano riescono senza "buchi" (le odiatissime bolle vuote negli stampi).