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Un carro moderno per il Regio Esercito: il P.40
(19 voti)
Scritto da Mario Ragionieri   


Scrisse il generale Mario Roatta parlando con una punta di polemica dell'armamento dell'Esercito italiano nella 2° Guerra Mondiale ed in particolare del carro armato P.40:
"Il carro armato P.40 all'armistizio non era ancora entrato in servizio. Migliorato, sulla carta, rispetto allo studio originale, armato con un cannone da 75/34 anziché con quello da 75/18 in un primo tempo previsto, la sua fornitura, in ragione di pochi esemplari al mese, avrebbe dovuto iniziarsi nel luglio- agosto 1943.
In realtà al momento dell'armistizio non ne esisteva che un campione.
E' da notare che la propaganda fascista - repubblicana fra i pochissimi dati citati a comprovare il perfetto attrezzamento dell'esercito italiano, ha affermato che il carro in parola, sarebbe entrato in servizio pochi mesi dopo l'armistizio.
Orbene, a prescindere dal fatto che tale circostanza avrebbe potuto, caso mai, contribuire solo all'efficienza futura dell'esercito e non a quella del passato, il citare, a prova della modernità d'armamento, un carro armato che sarebbe entrato in servizio nel 1944, mentre era già in programma nel 1939, dimostra meglio di qualsiasi altro esempio quanto grandi fossero la incomprensione e l'incompetenza del fascismo in fatto di guerra moderna".






Certo in fatto di guerra moderna nessuno dei nostri generali era all'altezza nemmeno di immaginarla nel 1939 ma, come ho più volte detto in altri articoli e che qui ribadisco, la nostra entrata in guerra fu più una necessità politica che non una voglia di fare la guerra vera e propria ( le precarie condizioni economiche dell'Italia in quel momento costituivano il principale ostacolo alla partecipazione italiana alla guerra) dimostrato questo dal fatto che si passò dallo stato di "guerra in preparazione" allo stato di "guerra combattuta" solo nel 1942; l'idea della guerra breve aveva ingannato tutti, o quasi, fascisti in testa ( ma bisogna dirlo per onore del vero non i generali - pochi in realtà- più accorti).
L'idea di realizzare il carro P.40 risale infatti all'incirca al mese di maggio del 1938 quando il generale Pariani, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, dette disposizioni all'ispettorato della motorizzazione sui progetti che era necessario sviluppare per i carri armati. In quella occasione fu confermato che le forze meccanizzate del regio esercito dovevano basarsi su almeno tre tipo di carri cioè sui mezzi leggeri destinati all'esplorazione denominati " L " , su carri per il combattimento e per manovrare denominati " M " che significa medio e su carri pesanti che dovevano diventare dei centri mobili di fuoco denominati " P " appunto pesanti. Queste indicazioni vennero ulteriormente ribadite nel dicembre del 1938 in una circolare dal titolo "Impiego delle unità carriste" dove fu meglio specificato il progetto del carro pesante. Il carro doveva avere un peso tra le venti e le venticinque tonnellate, una velocità max. di almeno 32 Km/h con una autonomia su terreno vario di almeno 10 ore. L'armamento richiesto era di tre mitragliatrici in torretta o in casamatta e un cannone da 47/32 in torretta girevole. Del problema carro pesante però dal 1938 si tornò a parlare nel luglio 1940 a guerra dichiarata. Esisteva infatti una netta contrapposizione tra lo Stato Maggiore del regio esercito contrario a costruire "in Italia un carro armato pesante armato da cannone da 90 o da 75 e di tre mitragliatrici" prima di aver inviato delle commissioni di studio in Germania, e il potere politico che ostacolava la decisione del generale Mario Roatta , all'epoca sottocapo di stato maggiore generale. Tutto questo sembra essere dovuto ad una ripicca per il " fatto che Hitler ha dimostrato di non gradire l'invio di un nostro contingente contro l'Inghilterra".



Sembra che sia stato Mussolini in persona a risolvere il problema dei contrasti; infatti secondo un appunto del generale Roatta per il generale Graziani del 7 agosto 1940 gli avvenimenti si sarebbero svolti nel modo seguente:
" Viene Ecc. Caracciolo che ha presentato, nella mattinata, al Duce i carri armati M13 ed L6 nonché l'autoblinda. Il Duce ha ordinato di 2000 carri: 1000 L6, 500 autoblindo... Come carro pesante, il Duce ne ha approvato il tipo ( il campione sarà pronto tra un anno) da costruire in 500 esemplari e con le seguenti principali caratteristiche: due pezzi ( da 75/18 e da 20) abbinati in torretta; 3-4 mitragliatrici; peso 25 tonnellate; 5 uomini di equipaggio...."



Nei fatti, vene inizialmente redatto dall'Ansaldo un progetto chiamato P75 intendendo con questo il calibro principale montato che riprendeva la soluzione a più torrette girevoli indipendenti simili a quelle del carro sperimentale tedesco Naubaufahrzeug. Il motore previsto era a 12 cilindri contrapposti Diesel con 450 cavalli. L'adozione di un cannone mitragliera Breda da 20 mm venne riproposta anche nei successivi studi sviluppati sia dall'Ansaldo Fossati sia dall'ispettorato della motorizzazione. Con i progetti successivi venne abolita la mitragliera da 20 mm e scelto un obice da 75/18 quale armamento principale. Il nuovo carro veniva dotato di un motore Diesel Spa 342 a 12 cilindri a V e della potenza di 330 cv. E con questo tipo di mezzo vennero iniziate le prove nel dicembre del 1941. Anche altri paesi belligeranti visto il successo ottenuto dai tedeschi con il Pz tipo IV con il cannone da 75 L 24 corsero ai ripari per realizzare nuovi carri con il cannone da 75 mm. nacquero così il Grant americano e il T34 sovietico che entrò in azione contro i tedeschi già nel luglio del 1941. Il P40 invece non riuscì a diventare operativo prima dell'8 settembre 1943 a causa di una serie di problematiche sorte nella fase di realizzazione.. In primo luogo la più grave causa di ritardo fu costituita dalla scelta di adottare un motore progettato ex nuovo la cui messa a punto non venne mai raggiunta. La comparsa del T34 e la mancanza di un propulsore affidabile favorirono nel biennio 1941-1942 il riesame totale del problema di un carro che solo in Italia si poteva definire pesante in base ad una anacronistica denominazione.
Dall'estate del 1941 si pensò a riprodurre su licenza tedesca il PZ III e di questo i tedeschi ci concessero la licenza il 5 agosto 1941; tale licenza fu poi sostituita nel 1942 per poter costruire il PZ IV e infine i tedeschi ci concessero nel 1943 la possibilità di costruire il Panther. Tutti questi tentativi non ebbero però seguito per il forte ostruzionismo posto dal duopolio Fiat- Ansaldo di fronte al conseguente necessario ingresso nel mercato carristico nazionale di altre ditte quali la OTO , la Lancia, l'Alfa Romeo e la Reggine. C'era infatti la necessità impellente di alimentare i reparti al fronte continuamente con carri armati per andare a sostituire quelli perduti in combattimento e la contemporanea esigenza di costruire nuove linee per la produzione e il montaggio dei nuovi tipi di carri.



In questo periodo si continuò ad aggiornare il progetto del P.40 con l'adozione prima del cannone da 75/32, poi con la modifica radicale della casamatta per aumentare l'inclinazione delle piastre di corazzatura come nel T 34 e poi ancora con la sostituzione del motore con un derivato a benzina , lo Spa 242 da 420 cv , infine con l'adozione definitiva del cannone da 75/34
Questo progetto così come descritto fu denominato P.40 celere e fu oggetto di una prima commessa per 500 esemplari assegnata il 22 aprile 1942 anche se il prototipo venne presentato per l'omologazione solo nell'ottobre successivo.
Sempre nell'aprile del 1942 l'Ansaldo aveva dato inizio alla costruzione di un semovente da 149/40 che " utilizzando quanto più possibile le parti dei complessi campali in lavorazione, ne permettesse l'installazione su uno scafo cingolato derivato da quello del P.40". Nello stesso periodo veniva richiesto lo studio per la sistemazione dell'obice da 105 sempre sullo scafo del carro pesante. Questo progetto però venne abbandonato a favore di un semovente che utilizzasse al massimo gruppi e complessi del carro M 15/42 già in produzione, mentre per il semovente da 149 venne terminato con l'utilizzo del propulsore a benzina previsto per il carro celere Sahariano.
Per quanto riguarda il P:40 risulta essere di un certo interesse un appunto del 6 dicembre 1942 tratto dal diario del Maresciallo Cavallero che all'epoca era ancora capo di Stato maggiore Generale:
"Ricevo il generale von Horsting: offerta del nuovo carro "Pantera" tedesco. Informo che noi abbiamo il P.40 ed abbiamo un programma di costruzione. Aggiungo che mi dichiaro per l'unità d'armamento e che, quanto all' M15, è previsto di diminuire la sua produzione a mano a mano che subentra il P.40. Tuttavia siamo lieti dell'offerta. Faccio però presente che occorrono tre mesi e poi bisogna pensare all'attrezzatura e che se ci danno subito questa macchina avremo un notevole guadagno di tempo. Il generale von Horsting concorda ed informa che si recherà a Berlino a conferire in merito. Si rimane inoltre di intesa che due tecnici tedeschi verranno a vedere il P.40 e due tecnici italiani andranno poi con essi a vedere il Panther.
..Ricevo Ago. Mi informa che in realtà il P.40 non esiste ancora e che devono essere esaminati tutti i problemi inerenti alla trasformazione del motore a benzina e o dell'adattamento del motore T4 del PzIV al carro.
...Telefono all'Ecc. Ago.... Concessione del motore Maybach... Necessità di mandare avanti il P.40 con motore Maybach e migliorare la corazzatura. Prendere contatti con von Horsting"
.





Per aumentare la protezione e la mobilità , l'Ansaldo e la Fiat ponevano allo studio il carro P.43 derivato direttamente dal P.40 con maggior corazzatura sul frontale e una nuova torretta, e il P.43 bis, armato con un cannone da 90/42 derivato dall'antiaereo da 90mm. La Spa, proponeva i motori 343 da 460 cv e 344 da 700 cv entrambi a Diesel. Si trattavo comunque solo di propositi in quanto nel febbraio del 1943 lo Stato Maggiore nel preparare la richiesta di armi e materiali da inviare al generale Warlimont, scriveva chiaramente in un promemoria:
1) Richiesta di armi: i dati relativi sono in possesso all'uff. Op. Tra tali richieste sono da comprendere: il motore Maybach per il carro P.40 e il carro pantera per i quali sono stati ceduti da P.G. ( parte germanica) i relativi disegni. Tale particolare questione viene trattata personalmente dal generale Mattioli in accordo con il colonnello Secco e d'intesa con l'Ecc. Ago.



In base ad un promemoria della Fiat datato gennaio 1944 la produzione del P:40 fu iniziata nel maggio del 1943 e i primi carri furono collaudati nell'agosto dello stesso anno mentre lo Stato Maggiore l'8 luglio del 1943 dispose la costruzione, a partire dal 1° agosto, del I battaglione carri P con sede a Vercelli, riservandosi con altre disposizioni di risolvere il problema della dotazione di mezzi.
Comunque resta un piccolo mistero che riguarda la produzione effettuata anteriormente all'armistizio. L'Ansaldo conferma che è stato prodotto un solo carro P.40 fino al 30 luglio 1943; invece vari documenti tedeschi parlano di 5 carri completi catturati all'armistizio, uno dei quali con modifiche esterne ai portelli della torretta rispetto al modello di base.Questo modello venne mostrato a Hitler il 20 ottobre 1943 al balipedio di Arys insieme ai carri di nuova costruzione tedesca.





Nella riunione del 30 settembre-1° ottobre fra Hitler e Speer venne deciso che:
"Deve essere chiarita al più presto la possibilità di montare il motore Maybach HL 120 sul carro italiano di preda bellica da 25 t. perché nel caso che venisse confermata la disponibilità di 200 carri e l'efficacia del cannone 7,5 cm/34, questo mezzo potrebbe essere impiegato per la costruzione di 4 reggimenti di artiglieria corazzata, ciascuno su 36 carri".

Il 5 ottobre 1943 venne autorizzato il completamento di 75 P.40 e nello stesso mese la prosecuzione dei lavori su altri 75 scafi disponibili per i quali la Spa, incaricata di riprodurre i motori Maybach avrebbe nel frattempo fornito i propulsori. Il progetto del carro P.43 bis del peso di 35 tonnellate e con corazzatura frontale di 80 mm e laterale di 60 mm, ritenuto dai tedeschi un plagio del Panther, non venne preso in considerazione.
La produzione avrebbe dovuto riprendere nel novembre del 1943 con la consegna di 10 carri dotati del motore e di altrettanti senza il motore stesso. Uguale produzione era prevista per il mese di dicembre, mentre nel gennaio 1944 si prevedeva una consegna mensile di 15 carri di entrambi i tipi, gettito che doveva essere mantenuto fino al termine della commessa. Non esistono dati certi sulla reale produzione ma si pensa che 24 P.40 siano stati prodotti nel 1943, poi 60 fino al 31 marzo 1944 99 fino al 30 settembre e 101 fino al 31 dicembre 1944. Gli ultimi due esemplari con motore furono montati presso la Vanzetti di Milano luogo nel quale era stata decentrata una parte dello stabilimento Fossati.



Ovviamente un carro come il P.40 non avrebbe cambiato le sorti della guerra anche se prodotto fin dal 1940, ma, se non altro, ci avrebbe messo in condizione di batterci ad armi pari con il nemico. La storia non si fa con i se per cui resta questa incognita consegnata alla leggenda che aleggia intorno al P:40. un mezzo valido ma troppo tardi realizzato.


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Ricordo ai lettori dei miei articoli, a cui rivolgo i più sentiti ringraziamenti, le mie pubblicazioni di storia del periodo 1918/1946 che si trovano in vendita nelle librerie:

-- 8 settembre 1943 fine di un sogno di gloria. Editori dell'Acero, 2001
-- Dalla democrazia al regime 1919-1929 i primi anni del fascismo. Editori dell'Acero, 2003
-- Hitler e Stalin il tempo dell'amicizia e il tempo della guerra... Editori dell'Acero, 2004
-- Salò e l'Italia nella guerra civile. Edizioni Ibiskos, 2005
-- 25 luglio 1943 - La fine inconsapevole di un regime. Edizioni Ibiskos, 2007