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Le uniformi mimetiche delle SS durante la 2^ Guerra Mondiale
(5 voti)
Scritto da Mario Ragionieri   

 

Salve amici miei eccomi di nuovo, dopo un lungo silenzio, a scrivere ancora per voi. Ho iniziato la stesura del 5° libro e sono decisamente impegnato nel portarlo avanti ma non dimentico gli amici ed i lettori che mi seguono con passione; per loro ci sarà sempre Mario Ragionieri !
Perché un articolo sulle uniformi delle SS ( le mimetiche) . Perché da sempre hanno suscitato le attenzioni degli appassionati del settore e sinceramente hanno ancora oggi un fascino che non riesce a tramontare dunque buona lettura e ... tante domande.

Prima dello scoppio della guerra le uniformi delle Waffen SS erano prodotte sia dall'esercito che da fornitori privati delle SS. Durante il periodo della guerra le uniformi vennero rese uguali per tutti ( esercito e SS) e poi per cause di malumori verso le SS da parte dei gradi elevati dell'esercito, prodotte per le Waffen SS nei soli stabilimenti gestiti dall'amministrazione dell' SS WVHA.

 


La perenne rivalità tra l'esercito e le Waffen SS convinse i fornitori dell'esercito a tralasciare le forniture per le SS ; poi la grande espansione delle Forze Armate , durante la guerra, coincise con l'aggravarsi della reperibilità delle materie prime. Le fabbriche che servivano le SS videro molto vantaggioso servire solo le SS in quanto in diretto collegamento con le unità Waffen SS nei territori recentemente conquistati, potevano ottenere con maggiore facilità rispetto ai fornitori dell'esercito i materiali necessari per la produzione di uniformi e di altro materiale di corredo. Queste " agevolazioni" causavano molto risentimento da parte degli alti comandi dell'esercito; nacque una stupida quanto dannosa gelosia che si ripercosse sulla efficienza di tante unità .



Tutte le uniformi delle SS erano allestite nei centri di distribuzione , la cui ubicazione era molto vicina ai campi di concentramento conferendo ai loro nomi un ricordo sinistro. Il più conosciuto era l' SS BW ( Buchenwald) ma anche Ravensbruck, Dachau e altri campi furono utilizzati nello stesso identico modo. Le Ostindustrie ( industrie dell'est) furono create nei territori dell'est occupato per provvedere alla produzione di distintivi e uniformi impiegando sia manodopera libera , sia manodopera proveniente dai campi di concentramento; la maggior parte delle materie prime proveniva dai beni privati confiscati agli internati nei campi e fu distribuita ai fabbricanti, spesso a basso costo, che rifornivano le SS.



Come dunque abbiamo detto la maggior parte delle uniformi e dei distintivi venne fabbricata all'est e nell'ultimo periodo della guerra la qualità era veramente molto varia. I paesi dell'Europa occidentale fornirono molte delle varianti rare delle uniformi stesse, utilizzando materiali diversi, ma continuando a conservare i modelli di base delle manifatture tedesche. Questi articoli erano in genere destinati alle organizzazioni nazionalsocialiste comprese le formazioni straniere delle Waffen SS. Le uniformi degli ufficiali venivano abitualmente confezionate da sartorie private e venivano riservate per vestirsi nelle occasioni importanti mentre le uniformi di dotazione standard erano disponibili per i servizi operativi; nonostante questa distinzione le prime erano spesso indossate in combattimento.





I GIACCONI MIMETICI


Una delle più grandi innovazioni introdotta nell'abbigliamento di combattimento delle Waffen SS furono senza dubbio i Giacconi Mimetici che penso meritino una breve ma interessante spiegazione in quanto rappresentarono la grande novità dell'abbigliamento da combattimento di queste unità su tutti i fronti di impiego.



Va subito detto che l'industria tedesca della tintura era stata per decenni , prima dello scoppio della II G.M. , la più importante del mondo , la produzione di una grande varietà di tessuti stampati a disegni mimetici fu sempre e comunque una impresa molto impegnativa. La stampa del tessuto con motivi così complessi e poi riprodotta su vasta scala, non era stata mai tentata e restava una incognita che doveva essere risolta in tempo breve. Le tecniche per la tintura, per la stampa e per il fissaggio furono in molti casi sviluppate specificatamente per ottenere questo obiettivo e i progressi che si riuscì a realizzare ebbero un ruolo notevole nella ripresa dell'industria nel periodo post-bellico . Il Giaccone era un indumento completamente rovesciabile , studiato per mimetizzare il fante sul terreno di combattimento; era efficace quando i soldati non erano in movimento ed erano parzialmente nascosti, un poco meno valido per le truppe in movimento. Il materiale che fu regolarmente usato era una composizione di filato di cotone e di rayon, conosciuta come duck; le fibre bagnate si espandono rendendo il tessuto più fitto e offrendo così maggiore protezione alla pioggia. In origine il tessuto era quasi bianco. Il primo tipo di materiale che fu usato era stampato con procedimento a matrice e colori Anthrasol. Più tardi fu usata una combinazione di stampa a macchina e a matrice : la stampa realizzata a macchina con l'uso di colori Indanthren era effettuata prima e poi sopra di essa veniva fatta la stampa a matrice . La stampa a matrice dei complessi disegni impiegati richiedeva da cinque a sei matrici diverse separate e rallentava notevolmente il processo; la combinazione di stampa a macchina e a matrice richiedeva di solito meno colori mentre dava maggiore flessibilità ai disegni che potevano essere facilmente cambiati.



Tutti e due i metodi usati comportavano dispendio di tempo e molte, troppe, fasi separate di colorazione , fissaggio, asciugatura, prova di durata e di tenuta d'acqua per un certo numero di giorni prima che ogni partita prodotta fosse completata da entrambi i lati. I metodi impiegati ebbero successo sul tessuto duck; meno su tessuti spigati e diagonali di qualità inferiore, utilizzati per le uniformi mimetiche verso la fine della guerra. I tipi più frequentemente prodotti erano da un lato verde e marrone di tonalità chiara media e scura per l'estate, dall'altro lato di tonalità chiare, media e scure di marrone per l'autunno. Furono anche testate misture di colori comprendenti il rosa, il giallo, l'arancione, e il viola. Fu comunque considerata una gamma vastissima di colori e di combinazioni di colori e qualche combinazione strana sembra che sia risultata solo per puro caso durante la fase di tintura . Non si è ancora arrivati a dare una spiegazione completa e sicura circa i numeri stampati sui tessuti mimetici; i numeri non sempre corrispondono e talvolta un pezzo di tessuto , il cui lato rovescio è stampato nella stessa maniera del diritto, mostra l'impiego di una matrice totalmente diversa. La variazione , dovuta al caso, fu naturalmente molto apprezzata. Io sono riuscito a vedere solo tre foto dove si ritraggono due uomini che indossano mimetiche con disegno perfettamente identico. Accadeva che spesso c'erano errori di stampa con sbavatura di un colore su quello vicino, ma sembra che questo sia stato anche ammesso per certi tipi di disegni mimetici. Le cosiddette matrici "palmizio" hanno spesso queste sbavature sul rovescio e sul bordo sfumato del disegno; la sbavatura è naturalmente prevista come una caratteristica del disegno stesso.




Le foto che sono allegate a questo articolo sono una dimostrazione della varietà di disegni e di tipologie di uniformi che tanto scalpore e stupore suscitarono allora tra i soldati alleati e russi che guardavano con ammirazione questi gioielli di uniformi senza avere qualcosa di simile a disposizione e anche oggi tra i collezionisti la caccia all'articolo particolare ed originale è sempre apertissima.


LO ZELTBAHN


In pratica fino alla conclusione della guerra ci fu penuria di indumenti mimetici e certe truppe non ne ricevettero mai. Molti indossavano il telo da tenda ( Zeltbahn ) come fosse un poncho mimetico e lo tenevano chiuso con i bottoni posti sia a destra che a sinistra sul davanti e sul retro e fra le gambe e i lembi laterali venivano arrotolati sulle spalle. Era un surrogato di una tuta vera e propria ma serviva e veniva utilizzato spesso quando mancava la fornitura oppure la vera si era strappata. L'effetto desiderato era lo stesso.






GIUBBOTTO MIMETICO MODELLO 1944

Questo tipo di giubbotto mimetico non era da considerarsi regolamentare e proveniva dalla Yugoslavia; molte unità di polizia e di seconda linea delle SS che operavano nei Balcani si procurarono una grande varietà di capi di abbigliamento non regolamentare. Questo giubbotto di lunghezza alla vita è ricavato dal tessuto di uno Zeltbahn con colori autunnali all'esterno e non è rovesciabile



UNIFORMI PER CARRISTI

L'uniforme nera per gli equipaggi dei carri armati e dei mezzi corazzati derivava da quella in uso all'esercito.La rapida espansione delle unità degli inizi della guerra richiese la distribuzione all'esercito di grandi quantitativi di uniformi ma quando le SS iniziarono a produrre in proprio fecero in modo che le uniformi dell'esercito fossero sempre di meno diffuse tra le unità blindate delle SS . Molte fonti indicano che varie furono le differenze tra le uniformi nere dell'esercito e quelle sempre nere delle SS; risvolti piccoli, assenza della bordatura rosa ed altre minori.
Per gli equipaggi furono costruite tute policrome ad iniziare dal 1943 per mimetizzarli quando erano appiedati a causa del carro colpito e danneggiato; questi indumenti risultarono molto apprezzati ed utili. Nel gennaio del 1944 fu decisa la sostituzione dell'indumento protettivo in due pezzi color verde canneto in dotazione alle unità corazzate SS con una versione a disegni mimetici; si possono riscontrare almeno tre modelli diversi diversi nel disegno.



Un modello era in tessuto spigato pesante , un altro in spigato pesante e sfoderato con disegno a puntini stampato a macchina , e ancora in tessuto spigato con giubbotto foderato di cotone.
Per gli equipaggi dei semoventi fu utilizzata l'uniforme grigia ispirata nella fattura a quella degli equipaggi dei carri delle SS; essa fu distribuita dal 1942 in estate agli equipaggi dei cannoni semoventi.

UNIFORME DIAGONALE POLICROMA MODELLO 1943

Lo sviluppo di un completo mimetico per i soldati delle Waffen SS iniziò nel 1942 con la costruzione e lo studio di vari modelli e varianti. Nel 1943 fu realizzata la versione definitiva in tessuto diagonale liscio. Il tessuto diagonale è una composizione di filato di rayon , cascami di lino e altre fibre. Su un lato era colorato con colori giallo-marrone Anthrasol e sull'altro lato era stampato con un disegno mimetico a puntini usando tinture Indanthren di cinque colori ; l'uniforme non era rovesciabile. In pratica poi risultarono tonalità differenti tra loro . I disegni riuscivano spesso mal stampati durante la tinteggiatura per cui il colore di base appariva attraverso il disegno dando risalto ai contorni di altro colore. Le uniformi venivano confezionate abbinando vari disegni ; il tessuto giallo ocra era utilizzato per fare gli inserti delle tasche dei pantaloni e il tessuto dei pantaloni " rosa" per foderare la giubba .



UNIFORME SPIGATA POLICROMA MODELLO 1944

Nell'ultimo anno di guerra venne prodotto l'equipaggiamento migliore che un fante potesse avere. Il capo di abbigliamento mimetico a puntini era indossato sopra l'uniforme di sevizio grigia ed era confezionato in un tessuto pesante spigato. Stampato a macchina in 5 diversi colori da un solo lato, esso assorbiva scarsamente il colore a causa dell'alto contenuto di Rayon; ad esso mancava anche l'impermeabilità dei vecchi giacconi di duck e infine essendo sfoderato non dava calore. Negli anni 1943-1945 non era raro vedere soldati delle Waffen SS in tenute mimetiche formate da abbinamenti di tessuto diagonale del 1943 e tessuto spigato del 1944.

UNIFORMI INVERNALI REVERSIBILI

Nonostante che le Waffen SS producessero già un tipo di eskimo e di pantaloni da sovrapporre all'uniforme invernale durante il 1942, questo presto fu modificato con uno diverso; il nuovo indumento grigio/bianco imbottito, comune sia all'esercito che alle SS e prodotto nell'inverno 1942-1943, fu la prima vera uniforme rovesciabile per climi freddi ad offrire oltre che un mascheramento ottimo, un maggiore calore, per cui fu distribuita in grandi quantità alle truppe dell'Est. A quell'epoca le SS non avevano un proprio indumento mimetico specifico disegnato e studiato apposta per loro, così sia l'esercito che le SS indossarono il completo grigio verde ; tuttavia sembra che le fabbriche delle SS abbiano prodotto l'articolo in un grigio acciaio più scuro.
Le Waffen SS misero in servizio nell'inverno 1943-1944 un capo di vestiario invernale imbottito e rovesciabile con i disegni autunnali delle SS da un lato e bianco dall'altro lato. Quando veniva usato quello tutto bianco, i soldati mettevano dei nastri rossi o verdi alle braccia per non essere scambiati per russi o americani poiché anche questi eserciti, e quello russo in particolare, facevano largo uso nei mesi invernali e nelle zone innevate di tute bianche.




Furono anche utilizzati , dopo l'8 settembre 1943, tessuti mimetici italiani confiscati dopo l'armistizio o comunque prodotti ancora nel 1944 dalle industrie tessili del nord Italia sotto controllo tedesco. Anche i Paracadutisti SS avevano un loro giaccone mimetico ma fu scarsamente usato in quanto i reparti paracadutisti SS erano pochissimi e comunque era formato da materiale di provenienza varia ( perfino materiali presi ai paracadutisti britannici )



Grazie per l'attenzione che riserverete a questo articolo corredato di interessanti foto e a prestissimo per un nuovo argomento.


MARIO RAGIONIERI

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Ricordo ai lettori le mie pubblicazioni di storia del periodo 1918/1946 che si trovano in vendita nelle librerie:

-- 8 settembre 1943 fine di un sogno di gloria. Editori dell'Acero, 2001

-- Dalla democrazia al regime 1919-1929 i primi anni del fascismo. Editori dell'Acero, 2003

-- Hitler e Stalin il tempo dell'amicizia e il tempo della guerra... Editori dell'Acero, 2004

-- Salò e l'Italia nella guerra civile. Ed.Ibiskos, 2005